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Iss: mobilità interregionale se meno casi. Aifa frena su vaccino

Milano, 22 mag. (askanews) - Un vaccino contro il Covid 19, non prima della primavera prossima, forse l'estate. E in merito al tema degli spostamenti tra Regioni, servirà affrontarlo con dati, a partire dal 3 giugno, possibilmente inferiori a quelli attuali. Qualche frenata arriva dall'Istituto Superiore della Sanità, nonostante il calo dei contagi anche in Lombardia. Le modalità per gestire gli spostamenti andranno affrontate a mano a mano, "per capire esattamente come fare questa mobilità regionale" ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro. Secondo il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza: "Valutiamo complessivamente questi dati. Non valutiamo solo un indicatore, per dire che le cose vanno male come è successo per la povera Umbria. Il Molise aveva avuto un focolaio, uno, meno male dovremmo dire. Io ero tendenzialmente pessimista, ma vedendo come stanno andando le cose direi che possiamo essere leggermente più sollevati, le cose stanno andando benino". Un'altra frenata però è quella dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco. A fronte dell'ottimismo di qualche giorno fa, scaturito soprattutto dagli studi condotti su un anticorpo "promettente" contro il COVID-19, arriva un pizzico di sano realismo. Secondo il dg di Aifa, Nicola Magrini ci sono più vaccini promettenti, 5-6 in fase avanzata e anche l'Italia partecipa in diversi modi. "Speriamo - ha detto - che l'anno prossimo ci sia un vaccino, speriamo anzi che sia più di un vaccino e speriamo che le capacità di produzione siano adeguate".