Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Roma, pubblicano su YouTube i filmati dei pestaggi a sfondo razziale. Arrestati quattro trapper. Il video

Roma, pubblicano su YouTube i filmati dei pestaggi a sfondo razziale. Arrestati quattro trapper.
Esperti di arti marziali e pugilato, estremamente violenti ed "esibizionisti" tanto da pubblicare sul web i filmati dei loro pestaggi alcuni dei quali a sfondo razziale. E' l'identikit che la Questura di Roma fa dei quattro trapper romani arrestati nella mattina del 4 novembre dalla polizia. Per loro si ipotizzano i reati di sequestro di persona, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, a conclusione delle indagini coordinate della Procura di Roma e condotte dagli investigatori della Digos, diretti dal dottor Giampietro Lionetti. 
A tradire i quattro è stata la loro voglia di esibire la loro brutalità pubblicando su YouTube i video delle loro violenza.
Il primo episodio contestato risale al 7 marzo del 2020, poco prima del lockdown, e si consuma nella cornice del mondo trapper quando il branco fece irruzione in uno studio di registrazione musicale dove altri “trapper” erano intenti a suonare, dando il via alla violenza cieca.mI quattro, impedendo fisicamente ogni via di fuga, hanno colpito senza alcuno scrupolo le vittime. Durante l’aggressione, le vittime, sanguinanti sono state costrette a restare in ginocchio e con lo sguardo rivolto in basso, a sottolinearne la “sottomissione” agli aggressori.
Nella seconda azione, sempre secondo la Questura i quattro hanno messo in atto discriminazioni razziali. Il fatto è avvenuto ad aprile anche se gli investigatori non sono riusciti ancora a stabilire una data certa: i quattro, in strada, si scagliano improvvisamente e senza alcun motivo su un passante, un cittadino di origini extracomunitarie, anche in questo caso mandando in scena un copione di violenza brutale che lascia a terra la vittima, priva di sensi. Ad aggravare le immagini, commenti che documentano l’oltraggio al benché minimo sentimento di umanità per la vittima, che viene “sbeffeggiata” con la frase “questo è un uomo” e definita “sprecata”, quasi a svilirne la dignità anche come vittima di violenza