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Viterbo, violenza sessuale. Accusato di aver molestato la figlia dell'amico, assolto

V. T.
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Assolto l’uomo accusato di aver molestato la figlia, liceale minorenne, di un amico. Rispondeva dell’accusa di violenza sessuale
Ieri, 22 novembre, in aula davanti al collegio del Tribunale di Viterbo, presieduto dal giudice Eugenio Turco, si è celebrata a porte chiuse l’udienza dedicata alla discussione. I fatti risalgono a circa cinque anni fa, quando i compagni di scuola dell’adolescente segnalarono ai docenti e alla dirigente dell’istituto scolastico superiore da loro frequentato, con sede nel capoluogo, i presunti abusi che la ragazzina avrebbe subito da parte di un amico di famiglia.

 

La preside, venendo a conoscenza delle confidenze confessatele in seconda battuta personalmente dall’alunna, si sarebbe rivolta alle forze dell’ordine, denunciando quanto da lei appreso dalla presunta vittima, costituitasi parte civile nel dibattimento, essendo diventata nel frattempo maggiorenne. In seguito, la giovanissima sarebbe stata ascoltata da alcuni poliziotti della squadra mobile in modalità protetta e con il supporto di una psicoterapeuta. Durante l’udienza tenutasi lo scorso febbraio ha testimoniato un ispettore della squadra mobile della questura, il quale ha illustrato il percorso investigativo, raccontando che la preside della scuola, riportando i fatti, si sarebbe soffermata soprattutto sul disagio interiore manifestato dall’allieva in quel periodo.

 

Il pm, ritenendo che la responsabilità penale dell’uomo fosse stata provata, in conclusione della requisitoria, ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’uomo, difeso dall’avvocato Tiziana Maracci. Al termine della camera di consiglio, il verdetto finale emesso dal terzetto collegiale ha assolto l’uomo dalle accuse mosse a suo carico perché il fatto non sussiste.