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Viterbo, centro storico. Frontini: “San Pellegrino area a tutela speciale”

Roberto Pomi
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Nei progetti dell'amministrazione comunale targata Frontini c'è un piano per ripristinare un presente dignitoso e dare un futuro di centralità al cuore storico di Viterbo, rappresentato dal quartiere San Pellegrino
Per il sindaco del capoluogo l'obiettivo è costruire un pacchetto di azioni che rendano il quartiere medioevale più grande d'Europa un'area a tutela speciale, dove fare convivere in armonia diversi tipi di interessi. 

 


 

Che cosa rappresenta oggi il quartiere di San Pellegrino?
“San Pellegrino ieri come oggi è innanzitutto il cuore del Medioevo, scenario di eventi particolari e stagionali, luogo di visita per turisti, nella maggior parte giornalieri. Oggi è un grande potenziale inespresso della città, che contribuiremo con le azioni pianificate a far sviluppare”.

 


 

La sua amministrazione ha una sua visione su questo quadrante del centro storico? Cosa deve diventare?
“Deve diventare un’area a tutela speciale, con tutto quello che ne consegue in termini di attenzione al decoro e alla qualità delle iniziative che vengono proposte. La situazione attuale genera inevitabili competizioni per l’uso del luogo fra diversi portatori di interesse che esprimono istanze conflittuali: i residenti (i pochi rimasti), i turisti (attuali e potenziali), gli organizzatori di eventi, i gestori di attività di somministrazione e gli studenti/frequentatori dei locali. Il nostro intervento amministrativo sarà guidato da due logiche, una di breve periodo (operativa) per fare fronte alle principali criticità e una di medio-lungo periodo (strategica) per collocare un luogo straordinario e unico in un progetto complessivo di città viva e vivibile”.

 

 

Avete in mente di attivare un piano di manutenzione straordinaria e poi uno ordinario annuale? E se sì, da quando?
“Abbiamo già avviato in tutta la città un’attività di manutenzione straordinaria, che si è resa straordinaria giusto perché trascurata per troppo tempo. Questa attività ha riguardato anche San Pellegrino, anche se ancora non è finita. Penso all’ordinanza di lavori per la buca che si trova sotto l’arco che porta alla piazza, fermi da tempo e su cui stiamo lavorando. Dopodiché vogliamo intervenire con progetti di medio e lungo termine. Penso al piano per il Giubileo 2025 e soprattutto alla candidatura a Capitale europea della cultura del 2033. Saranno delle sfide dove San Pellegrino svolgerà un ruolo cruciale. Alcuni piccoli passi li abbiamo già fatti, come la scelta di non prevedere gli stand di prodotti che non siano a tema natalizio per il Christmas Village”.

INTERVISTA COMPLETA SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 23 NOVEMBRE (Edicola digitale)