Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, violenza sessuale. Finto regista fa provare scene a luci rosse ad aspirante attrice: alla sbarra

Condannato il romeno che aveva costretto una donna al sesso orale

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Avrebbe abusato di una giovane aspirante attrice spacciandosi per regista e produttore cinematografico affermato, in cerca di nuovi talenti. Si tratta di Claudio Marini, 50enne originario di Frosinone, ma residente nella capitale, noto alle cronache giudiziarie nazionali a seguito delle accuse sporte negli anni da nord a sud nei suoi confronti da più di una decina di vittime, tra i 20 e i 29 anni. Le denunce fioccate da tutta Italia nei riguardi del falso esperto nella scoperta di volti emergenti per il mondo dello spettacolo, che si faceva chiamare “Alex Bell”, hanno tutte lo stesso comune denominatore, ovvero il reato di violenza sessuale. L’uomo a febbraio scorso è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Gaspari, su richiesta del pm Erminio Amelio, per violenza sessuale ai danni di una ventenne, residente nel viterbese, assistita dall’avvocato Luigi Mancini. Claudio Marini è stato colpito dal decreto che dispone il giudizio mentre si trovava già in misura cautelare per contestazioni analoghe presso il penitenziario di Regina Coeli. Il procedimento a carico del 50enne, contro il quale la vittima si è costituita parte civile, è l’ultimo di una lunga serie e si è aperto a settembre davanti alla quinta sezione penale del Tribunale di Roma

 

La vicenda risale a dicembre del 2019. Il cinquantenne avrebbe lanciato online un casting per la selezione di giovani attrici. All’artista emergente sarebbe stato assegnato il ruolo da protagonista della sua nuova pellicola. La vittima, una ventenne della provincia, si sarebbe iscritta ai provini finendo così nella trappola luccicante dell’imputato, il quale l’avrebbe invitata per una prima audizione in uno degli uffici del Pick Center in zona Eur. Nel corso del colloquio, Marini si sarebbe presentato come regista e produttore di lungo corso, comportandosi in modo professionale, illustrando alla giovane il progetto per filo e per segno e la congedò lasciandole intendere di aver colpito nel segno. Successivamente il sedicente cineasta le avrebbe dato appuntamento in un McDonald’s a piazza Annibaliano nei pressi della basilica di Sant’Agnese per un secondo provino, durante il quale il cinquantenne l’avrebbe invitata a salire sulla propria auto per raggiungere un appartamento che avrebbe utilizzato come ufficio. Una volta giunti a destinazione Marini avrebbe proposto alla candidata di provare insieme alcune scene a luci rosse comprese nella sceneggiatura, iniziando prima a baciarla per poi spingersi oltre. 

 

Secondo le ricostruzioni, nello specifico, il cinquantenne avrebbe “indotto la vittima a compiere atti sessuali contro la sua volontà impedendole di difendersi”.
Il dibattimento a carico del cinquantenne è ripreso pochi giorni fa con la testimonianza del militare che a dicembre di 3 anni fa raccolse la denuncia della ventenne. La prossima udienza è stata fissata a febbraio 2023.