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Viterbo, spaccio. Furti per acquistare droga: condanna solo per due

In tribunale

Valeria Terranova
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Si è concluso con quattro assoluzioni e due condanne a 4 e 6 mesi il filone processuale viterbese, sgorgato dall’operazione Jackpot, risalente al 2015. Alla base dell’inchiesta una serie di furti commessi per acquistare droga da spacciare. Tre uomini e una donna, tra i 43 e i 58 anni, tutti di Bassano Romano, finirono a giudizio con rito ordinario davanti al giudice Elisabetta Massini e sono stati difesi dagli avvocati Samuele De Santis, Graziana Papa, Franco Taurchini, Domenico Gorziglia e Simone Fazio. L’indagine, che si concretizzò nei primi mesi del 2016, sfociò in 11 arresti domiciliari, 3 obblighi di firma e 16 indagati a piede libero, ai quali venivano addebitati, a vario titolo, le accuse di furto spaccio e ricettazione. Tra questi erano compresi anche degli spacciatori di Tor Bell Monaca, per i quali contestualmente vennero aperti altri fascicoli dibattimentali che si aprirono e si celebrarono presso il tribunale di Roma.

 

 

Questi spacciatori avrebbero rifornito di stupefacenti i pusher di Bassano Romano, che avrebbero acquistato eroina, cocaina e hashish con i proventi ricavati dai furti, per poi rivendere e smerciare le sostanze stupefacenti. A inchiodare il quartetto, che avrebbe preso di mira diverse attività commerciali, un furto messo a segno il 4 gennaio 2015 ai danni di un bar del paese, anche se la presunta banda sarebbe stata rintracciata tramite una soffiata, che segnalava ai carabinieri della stazione locale, in particolare, un membro del gruppo. Da quel momento sarebbe venuta a galla una sfilza di indizi, attraverso i quali furono autorizzate intercettazioni telefoniche e ambientali a carico degli indagati, i quali si sarebbero più volte traditi parlando tra loro al telefono mentre erano in macchina. Nello specifico, il verdetto del giudice emesso lunedì 14 novembre ha assolto tutti gli accusati dal reato di furto, perché il fatto non costituisce reato. Per quanto riguarda invece il reato di spaccio di droga in 2 sono stati assolti per mancanza di prove, tranne gli altri due imputati condannati a 4 e 6 mesi, contestazioni che saranno destinate a estinguersi nel giro di qualche mese per prescrizione.

 

 

“Si tratta di fatto di un’assoluzione piena per tutti – spiega l’avvocato De Santis-. Come avevamo contestato dalla prima ora al Tribunale del Riesame, questo era un processo che si sarebbe concluso con l’assoluzione per carenza di prova, perché organizzato in maniera contraria a quelli che sono i principi della ricerca della prova e soprattutto finalizzato, almeno dal principio, a ottenere la misura cautelare”.