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Viterbo, omicidio Dario Angeletti a Tarquinia. Pm chiede 23 anni per Claudio Cesaris

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"Condannate Claudio Cesaris a 23 anni". Questa la richiesta del pm al processo in corso presso la Corte d’Assise del Tribunale di Roma, a piazzale Clodio, che vede imputato il 69enne lombardo, tecnico di laboratorio dell’Università di Pavia in pensione, il quale è accusato di aver ucciso con due colpi di pistola Dario Angeletti, 51enne, biologo e docente, nel parcheggio nelle vicinanze della riserva naturale delle Saline a Tarquinia il 7 dicembre 2021. 

Cesaris venne arrestato all’alba dell’8 dicembre 2021 nell’abitazione che aveva affittato a San Martino al Cimino e dopo esser stato colto da un malore fu trasferito al reparto di medicina protetta per i detenuti dell’ospedale di Belcolle, dove nel corso dell’interrogatorio davanti al gip di Viterbo, Savina Poli, confessò il delitto, dichiarando di aver agito per un raptus improvviso, spiegando di non aver premeditato l’omicidio. Il 69enne, nella stessa circostanza, riferì che quel martedì di 9 mesi fa, essendo appassionato di ornitologia, si trovava alle Saline per osservare e fotografare gli uccelli e che durante l’escursione si sarebbe sentito male per via dei problemi di salute che lo affliggevano da tempo e di aver fermato l’auto del professore Angeletti, che invece dopo la pausa pranzo stava rientrando al laboratorio del centro ittiogenico sperimentale marino dell’Università degli Studi della Tuscia.

Angeletti, a suo dire, si sarebbe offerto di dargli un passaggio al posteggio in cui Cesaris aveva lasciato la propria macchina, ma in quell’istante il 51enne fu freddato con due proiettili dal 69enne. Secondo la versione resa da Cesaris, che da principio agli inquirenti non sembrò del tutto plausibile, Angeletti avrebbe parlato di una sua collega ricercatrice 40enne, con la quale il 69enne in passato avrebbe avuto una relazione, che lo avrebbe portato a raggiungerla nella Tuscia.