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Viterbo, Associazione GrIG contro centrale eolica: “Viola fascia di rispetto da aree tutelate”

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Nel procedimento di valutazione di impatto ambientale avviato a seguito della presentazione del progetto di centrale eolica Viterbo Energia, della società Fred Olsen Renewables Italia srl, si inserisce uno specifico atto di intervento inviato nei giorni scorsi dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG). L’impianto dovrebbe vedere la luce nelle campagne fra Viterbo, Montefiascone e Celleno. Tredici aerogeneratori alti 250 metri, elettrodotti e opere connesse, il tutto per una potenza complessiva pari a 33,6 MW. “Pesantissimo e non adeguatamente considerato - commenta l’associazione - l’impatto ambientale cumulativo con numerosi altri impianti eolici e con il progetto per la realizzazione di una centrale fotovoltaica (potenza 40,93 MWp), anch’esso assoggettato a procedimento di valutazione di impatto ambientale in corso, esteso più di 54 ettari nelle campagne e nelle macchie di Falaschino (Bagnoregio), Coste Lombarde (Celleno e Viterbo), Campo Salmo (Viterbo) e Grotte S. Stefano (Viterbo e Vitorchiano), in una zona già aggredita dalla speculazione energetica”.

Secondo l’associazione ambientalista il progetto appare non autorizzabile anche perché “in violazione della fascia di rispetto di sette chilometri dalle aree tutelate con vincolo paesaggistico o culturale. Le ubicazioni proposte rientrano in un contesto paesaggistico e storico-culturale di primario interesse, essendo la Tuscia uno dei paesaggi culturali più importanti d’Italia. Non si può che ricordare che la speculazione energetica, purtroppo da anni, ha aggredito la Tuscia: secondo dati non aggiornati, siamo di fronte a ben 51 progetti di campi fotovoltaici presentati, in parte approvati e solo in minima parte respinti in pochi anni, complessivamente oltre 2.100 ettari di terreni agricoli e boschi. Analogamente, sono ormai numerosi i progetti di centrali eoliche presentati o già in esecuzione. Terreni talvolta affittati, spesso espropriati per due soldi, talvolta nei demani civici”. In questo contesto sono importanti i numeri: “Centinaia e centinaia di ettari di terreni agricoli e boscati stravolti dalla speculazione energetica, senza che vi sia alcuna assicurazione sulla chiusura di almeno una centrale elettrica alimentata da fonti fossili.La realizzazione di questi progetti energetici snaturerebbe radicalmente alcuni dei più pregiati paesaggi agrari della Tuscia con pesanti impatti sull’ambiente e sul contesto economico-sociale locale. Stupisce l’assenza di una seria e adeguata analisi preventiva sugli impatti negativi anche sul piano economico-sociale di decine di migliaia di ettari di paesaggio storico della Tuscia sulle attività turistiche”.

La Provincia di Viterbo negli ultimi anni ha detenuto il non invidiabile primato per il consumo del suolo per abitante (rapporto Ispra sul consumo del suolo 2019), 1,91 metri quadri per residente rispetto alla media regionale di 0,47 e nazionale di 0,80. Consumo del suolo che va in direzione opposta agli obiettivi tanto decantati della transizione ecologica. “Evidentemente - commenta il Gruppo d’Intervento Giuridico - poco importa il consumo del suolo, in fondo sono solo pascoli, terreni agricoli, robetta così”. Il GrIG, insieme ad altre realtà ambientaliste e culturali, si oppone da anni alla speculazione energetica nella Tuscia (e non solo) con azioni legali e di sensibilizzazione. “Gli impianti produttivi di energia da fonte rinnovabile - spiega - andrebbero ubicati in aree già degradate, in zone industriali, nonché con l’utilizzo dei tetti e coperture di edifici già esistenti”. Un secco no al consumo del suolo viterbese è arrivato domenica anche da Vittorio Sgarbi, alla sua prima uscita nella Tuscia come sottosegretario. Il sindaco di Sutri, intervenendo a Ischia di Castro all’omaggio a Canova, si è scagliato contro le rinnovabili e a favore di una politica più attenta alle bellezze storico-naturalistiche e dunque, ha ribadito, “serve combattere contro il fotovoltaico e l’eolico. Ci sono chilometri quadrati di brutture su cui installare i pannelli, che non vanno messi in luoghi di pregio”.