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Viterbo, terme libere. Masse di San Sisto senza più acqua. Balletti: “Non finisce qui”

Massimiliano Conti
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La sentenza del tribunale di Viterbo non è affatto la pietra tombale sulle Masse di San Sisto. Parola di Pier Luca Balletti, proprietario della società Antiche Terme Romane srl, sui cui terreni insistevano le terme libere chiuse dalla fine del 2019. 

 


 

“La sentenza civile appena pubblicata è di primo grado (le ordinanze del giudice Bonato erano solo provvedimenti cautelari) e pertanto siamo ancora lontani dalla fine della vicenda”, esordisce Balletti entrando nel merito del provvedimento: “La domanda della Free Time è stata accolta solo parzialmente, non essendo stato riconosciuto alla società alcun indennizzo, dal momento che ‘il fallimento del progetto edificatorio (della Free Time, ndr) non è in alcun modo imputabile alla Antiche Terme Romane’”. Un’altra circostanza secondo Balletti da tenere in considerazione è che la causa civile si è basata sull’assunto che la Free Time è titolare (dal 2005) di una concessione mineraria per l’uso di acqua termale, ed “è proprio sul dubbio della liceità di questa concessione che si giocherà realmente la partita”.

 

L’imprenditore evidenzia altri aspetti: “A prescindere dal fatto che lo stesso Ctu di causa civile ha asserito che ‘anche una portata inferiore del 50% (dei 15 litri concessi, ndr) riuscirebbe a soddisfare le esigenze delle varie vasche’ della Free Time, è in ogni caso intollerabile che una risorsa pubblica così preziosa venga sprecata da oltre 17 anni. E se è vero che i ritardi della Free Time non sono addebitabili alla nostra società (come dichiarato dal giudice Scarpato), per quale motivo è trascorso tutto questo tempo prima di realizzare il complesso termale? Anche la risposta a questa domanda è agli atti della causa civile appena conclusa e non è attribuibile neanche al vincolo paesaggistico intervenuto nel 2019. All’epoca, infatti, erano già trascorsi ben 14 anni dal rilascio della concessione. La verità invece è che la Free Time in tutti questi anni ha presentato ben 6 progetti di piano particolareggiato (5/8/2002, 20/2/2004, 14/82009, 24/12/2010, 14/2/2013, 1/12/2015), regolarmente bocciati dagli organi competenti, in quanto prevedevano una smisurata quantità di volumetria residenziale da realizzare in zona F4, destinata invece all’insediamento termale”. Secondo Balletti sarebbe stata pertanto “solo la insistente richiesta della società di realizzare abitazioni, in luogo di impianti termali, a determinare la mancata approvazione del progetto per questo lunghissimo periodo e non, come invece si vorrebbe far credere, l’attività difensiva del sito delle Masse posta in essere dalla nostra società”. 

 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DELL'11 NOVEMBRE (Edicola digitale)