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Asl Viterbo, stop al nuovo atto aziendale

Andrea Tognotti
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Stop al nuovo atto di autonomia aziendale dell'Asl di Viterbo. Il direttore del dipartimento Salute della Regione Lazio, Massimo Annichiarico, ha scritto ai direttori generali delle Asl laziali comunicando loro la sospensione di revisione degli atti aziendali, tra i quali quello deciso in extremis dall'ormai ex direttrice generale dell'Asl di Viterbo, Daniela Donetti, approvato tuttavia all'unanimità dalla conferenza dei sindaci. Nella missiva si fa riferimento all'imminente periodo transitorio di attività della giunta regionale, derivante dalle annunciate dimissioni del presidente Nicola Zingaretti, che si occuperà solo di ordinaria amministrazione. Quindi la Regione sospende le procedure di revisione degli atti di autonomia aziendale e impone ai direttori delle Asl di fare altrettanto.

“Evidentemente Annichiarico applica la legge e la interpreta come me”, dichiara al Corriere Luisa Ciambella, consigliera della lista Per il bene comune e neo deputata del Terzo polo. “Appena ho avuto la notizia dell'aggiornamento dell'atto aziendale ho dichiarato che la sanità deve essere sottratta alla politica”, ricorda, sottolineando poi l'inopportunità di procedere a modifiche strategiche a fine legislatura: “Il solito colpo di spugna”. Prosegue Ciambella: “Mi ha stupito il voto unanime dei sindaci della provincia, perché ho sempre sostenuto che questo fosse non solo inopportuno ma anche deleterio visti i risultati che la Asl viterbese ha ottenuto in questi anni, a partire dal fatto che dal punto di vista della prestazione sanitaria noi siamo 103 esimi, su 105 province, come ha riportato tra gli altri NewsWeek”. E, nota, “sono stata facile profeta: in questa provincia, quando uno si interessa della salute dei cittadini sembra che compia un delitto di lesa maestà mentre, come dimostrano le carte, questa modifica non andava fatta perché inopportuna, l'ennesima occasione per la politica di fare qualche aggiustamento post elettorale. Queste modifiche, invece di migliorare la vita di tutte i cittadini, servono forse a migliorare solo quella di qualche cittadino”. La consigliera viterbese sostiene che “coloro che hanno preparato questo atto hanno lavorato in una direzione sbagliata, mentre avrebbero dovuto lavorare per dare delle risposte a problemi come le liste d'attesa o la condizione del nostro pronto soccorso che non sembra destinata a migliorare”. E dopo le elezioni regionali?

“Questa sarebbe la normalità – risponde - perché la nuova gestione avrà pieno titolo per fare una programmazione di tutte le attività sanitarie per i prossimi cinque anni”. Ma è solo un problema di legittimità? “No – sostiene - perché anche i contenuti sono sbagliati. Bisognerebbe lavorare alla revisione dell'utilizzo degli ospedali periferici, o di non trasformare nuovamente Belcolle in un centro Covid: lì ci devono essere le specializzazioni e le persone devono poter fare anche quei controlli per le malattie croniche, che in questi due anni non hanno potuto fare. Ci deve essere la possibilità di fare una risonanza magnetica o altri esami diagnostici non dopo 18 mesi o in data da destinarsi perché per alcuni esami non è possibile prenotare la prestazione, mentre in altre Asl vengono fatti da tempo degli esami diagnostici per recuperare gli arretrati, anche a domicilio per gli anziani”.