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Viterbo, violenza sessuale. Abusi sulla figlia della convivente la ragazza si costituisce parte civile

Valeria Terranova
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Avrebbe abusato della figlia minorenne della compagna durante il lockdown. La ragazza ormai diventata maggiorenne si è costituita parte civile insieme alla madre nel dibattimento che vede il patrigno quarantenne accusato di violenza sessuale aggravata. I fatti risalgono alla primavera di due anni fa e gli abusi si sarebbero consumati tra le mura domestiche, nel mezzo della prima ondata pandemica. Stando alle ipotesi formulate dagli inquirenti, approfittando dell’assenza della compagna, il quarantenne - residente in un piccolo centro della Tuscia - avrebbe molestato la giovanissima in diverse occasioni. In particolare, l’imputato avrebbe baciato l’adolescente sulle labbra e le avrebbe palpeggiato i glutei per poi tornare alla carica due giorni dopo, continuando a importunarla. Nello specifico, nel corso del secondo e ultimo episodio di abusi, l’uomo avrebbe toccato i seni della ragazzina, l’avrebbe spogliata e l’avrebbe indotta ad avere un rapporto sessuale.

 

A denunciare l’ex convivente è stata la madre della ragazza. Dunque, secondo il quadro accusatorio prospettato dagli investigatori e dalla pubblica accusa, il quarantenne avrebbe abusato delle condizioni di inferiorità psichica, vista la differenza d’età e il vincolo familiare, con l’aggravante di aver commesso tale reato ai danni della giovane, la quale due anni fa non aveva nemmeno 18 anni. Ieri il perito nominato a luglio al quale il collegio del Tribunale di Viterbo, presieduto dal giudice Eugenio Turco, ha affidato il compito di analizzare alcuni reperti posti in sequestro e il dna ha chiesto una proroga per il deposito della propria relazione.

 

La perizia dovrà accertare la presenza di tracce biologiche su indumenti e altri materiali requisiti nel corso delle indagini e stabilire se siano o meno riconducibili all’imputato. Il quarantenne, che ha prestato il proprio consenso a sottoporsi al tampone salivare, è difeso dagli avvocati Luigi Mancini e Marco Valerio Mazzastosta, i quali hanno scelto come consulente di parte il dottor Pier Luigi Farina. Invece il difensore di parte civile, l’avvocato Daniela Fieno, ha affidato l’incarico alla dottoressa Benedetta Baldari, medico-legale dell’università La Sapienza di Roma. Il dibattimento è stato rinviato al 20 dicembre per l’ascolto del perito e per la discussione.