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Viterbo, imprese. L'intelligenza artificiale entra nelle aziende

L. F.
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Si legge AI e si pensa a robot che sfuggono al controllo umano e prendono il sopravvento. Questo, almeno, ci ha insegnato il cinema. Ma, visto che la realtà sempre più spesso supera anche la più sfrenata fantasia, ecco che di colpo quell’AI (che vuol dire intelligenza artificiale), seppur con tutte le cautele, è ormai entrata a pieno diritto nella vita quotidiana. Basti pensare alle applicazioni in campo ingegneristico e medico, informatico ma anche, sempre più spesso, nelle fabbriche, al posto degli umani nelle catene di montaggio.

 

Di questo e di molto altro si è parlato a Santa Maria in Gradi, che ha ospitato il convegno “AI4Future - AI per le imprese, l’evoluzione imprescindibile” organizzato da Datrix Group in collaborazione con l’Università della Tuscia e l’associazione Alumni. Davanti a una platea ricca di professionisti del settore, di imprenditori e studenti, sono state date risposte a molti interrogativi sull’applicazione dell’intelligenza artificiale e i suoi limiti. La suggestiva cornice della sede universitaria di Viterbo ha infatti ospitato un panel di professionisti autorevoli del mondo tech e industriale italiano, da Lenovo a Enel X, da Banca Generali a Translated, da DiMar Group Spa a Talent Garden. Accanto a loro, anche autorità e istituzioni - come Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, Provincia di Viterbo e Federlazio - le imprese del territorio, gli studenti dell’ateneo e delle scuole superiori della città e dei comuni limitrofi. Moderati da Luciana Maci, coordinatrice editoriale di EconomyUp, gli interventi hanno raccontato tutti i tipi di applicazioni possibili dell’intelligenza artificiale, i loro casi pratici nel business attuale.

 

“La maggior parte delle nostre decisioni è frutto del cosiddetto pensiero umano veloce: si fondano su efficaci intuizioni esperte e spesso funzionano, in situazioni di emergenza reagire in fretta è fondamentale. Ma il pensiero veloce non sa valutare bene rischi e probabilità, e le nostre decisioni quindi non sono sempre adeguate - ha esordito Piero Poccianti, già presidente di Aixia -. In questo senso ci viene in aiuto l’AI, ma per determinarne gli effetti dobbiamo sempre capire il contesto”. La chiusura è stata affidata a Fabrizio Milano D’Aragona, Ceo e Co-Founder del Gruppo Datrix che lancia una sorta di avvertimento. “Al centro del rapporto tra AI e imprese c’è un assunto fondamentale: l’AI è un eccezionale acceleratore sostenibile dell’intelligenza umana, ma mai un sostituto”.