Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, incidenti. Sangue nelle strade: Tuscia terza nel Lazio. Lo studio

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Oggi alle 15, nella chiesa parrocchiale di Sipicciano, l’ultimo saluto a Marta Agulli, la ristoratrice di 45 anni morta sabato notte a 300 metri da casa, in seguito a un incidente stradale avvenuto lungo un rettilineo della provinciale che collega Sipicciano (la frazione di Graffignano dove abitava con i genitori) a Bomarzo, dove la donna gestiva una pasticceria e un ristorante. Marta è solo l’ultima vittima della strada. Dall’inizio dell’anno la Tuscia ha pianto sei vittime, decedute in seguito a incidenti stradali. Il 17 gennaio ha perso la vita, lungo la Tarquiniese, il 76enne Mario Pizzi di Tuscania. Il 10 marzo, mentre attraversava la strada a ridosso di Pratogiardino, è morto, investito da un’auto, il 52enne Andrea Cardoni, noto commercialista di Viterbo.

 

 

Il 2 luglio un drammatico incidente, avvenuto a Nepi, a un incrocio, ha spezzato la vita del 41enne nepesino Elia Tomassini. Pochi giorno dopo, l’11 luglio, un incidente al Foro Italico, a Roma, ha messo fine alla giovane vita di Giorgia Anzuini, 22 anni di Orte, e della sua amica di 21 anni Beatrice Funariu. Il 5 agosto ancora un pedone falciato in una delle strade più pericolose del capoluogo, la Sammartinese. A perdere la vita, ennesima vittima di quella strada maledetta che in due anni ha causato la morte di quattro persone, una 40enne straniera, Paula Gherman. La donna è stata investita a pochi metri da Belcolle. E ancora, il 22 agosto, sulla Cimina ha perso la vita un centauro di 31 anni, Federico Spettich. Una lunga scia di sangue che arriva fino a sabato scorso, con la morte di Marta Agulli. Un incremento di incidenti, certificati anche dall’Istat, tornati drammaticamente alla ribalta dopo il periodo della pandemia che, tra tanti problemi, aveva però avuto il beneficio di meno auto in viaggio e dunque meno sinistri, grazie alle restrizioni. Nel 2021, secondo i dati dell’ultimo rapporto Istat, sono stati in totale 713 i sinistri registrati sulle strade viterbesi, contro i 621 del 2020. Si è tornati quindi ai livelli pre Covid: nel 2019 gli incidenti erano stati 732. Cala in compenso il numero dei morti: 12 nel 2021, contro i 18 del 2020 e i 20 del 2019. Per quanto riguarda i feriti, lo scorso anno sono stati 1.018 a fronte degli 899 dell’anno precedente, mentre nel 2019 erano stati 1.128. In proporzione al numero di abitanti, Viterbo si piazza al terzo posto tra le province laziali: la maglia nera spetta ovviamente a Roma, con 14.031 incidenti registrati nel 2021: 32 ogni 10 mila abitanti.

 

Al secondo posto c’è Latina con 1.513 sinistri, 26 ogni 10 mila abitanti. Nella Tuscia il tasso è di 23 ogni 10 mila residenti. Segue, a un’incollatura, Rieti con 346 incidenti pari a 22,9 ogni 10 mila. Chiude la classifica regionale Frosinone con 883 incidenti nel 2021 (18 ogni 10 mila abitanti). Se la crescita del fenomeno è dovuta alla fine delle restrizioni e dei lockdown, le cause dell’elevata incidentalità stradale in provincia di Viterbo sono di natura culturale (l’indisciplina degli automobilisti) ma anche, se non soprattutto, strutturale. O meglio: infrastrutturale. Il pessimo stato della rete viaria viterbese è sotto gli occhi di tutti. Ne è prova anche il numero esorbitante di contenziosi tra gli enti locali - Provincia e Comuni, ad iniziare da quello capoluogo - e gli automobilisti che presentano richieste di risarcimento danni. Ma tant’è. Gli incidenti mortali sono in preoccupante aumento anche a livello nazionale, come riporta il Sole 24 Ore che ha rielaborato i dati dell’ultimo rapporto Istat. Nel 2021 si è arrivati a quota 2.875, vale a dire il 20% in più rispetto al 2020. Lo scorso anno si è registrata una media di 8 vittime al giorno. Il numero complessivo di sinistri ha superato i 150 mila, con un incremento del 28,4% rispetto all’anno precedente. I feriti sonno stati 204.728 (+28,6%). “Numeri che indicano un aumento diffuso - sottolinea il quotidiano economico - omogeneo tra tutti gli utenti della strada, fatta eccezione per gli autisti di autocarri, che diminuiscono rispetto al 2019”.
Per quanto riguarda la tipologia di strade, le più a rischio incidenti sono le autostrade, dove le vittime crescono del 26,2%: seguono le strade extraurbane (+19,8%) e quelle urbane (+19,1%).