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Viterbo, energie pulite. Riparte la crociata di Sgarbi

Massimiliano Conti
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“Tu non puoi mettere al posto dei muretti a secco il fotovoltaico. Così come non puoi distruggere la Tuscia mettendo al posto della vite e dell’ulivo i campi fotovoltaici”. Il neo sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, all’indomani della nomina, chiarisce subito quali saranno le linee di indirizzo che orienteranno la sua attività al Mic. Lo fa in due interviste rilasciate ai maggiori quotidiani italiani, Corriere della Sera e Repubblica, in cui annuncia anche l’intenzione di rimettere al suo posto storico la Pietà Rondanini di Michelangelo, oggi esposta in una delle sale dell’Antico ospedale spagnolo del Castello Sforzesco: la nicchia della sala degli Scarlioni dello stesso castello. Uno spazio che porta la firma dell’insigne collettivo di architetti Bbpr (Banfi, Barbiano di Belgioioso, Peressutti e Nathan Rogers).

Ma è l’assedio del fotovoltaico e dell’eolico alla Grande bellezza italiana (e viterbese) la grande ossessione del sindaco di Sutri, che contro l’invasione di pannelli solari e pale eoliche nel territorio di Viterbo e della Tuscia negli anni scorsi ha ingaggiato, insieme alla consigliera comunale della lista Per il bene comune Luisa Ciambella, una battaglia senza quartiere. “Ci sono principi fondamentali che vanno rispettati - ha detto Sgarbi -. Occorre conservare nel modo più totale, più radicale possibile. Che poi nell’ambito dei beni culturali la conservazione ha un’accezione totalmente positiva”. Domenica scorsa, in occasione del taglio del nastro della mostra su Michelangelo e Sebastiano del Piombo nel Museo dei portici di Palazzo dei Priori, l’assessore alla bellezza del Comune di Viterbo era stato ancora più duro, evocando addirittura l’ombra delle mafie dietro le società che realizzano energie cosiddette pulite. Sgarbi, non ancora nominato sottosegretario, auspicava che il ministro Sangiuliano “voglia contenere la diffusione di fotovoltaico ed eolico che, soprattutto in un momento come questo di crisi energetica, vogliono aggredire anche la Tuscia”.

“Mi auguro che il procuratore Auriemma - ha aggiunto il critico d’arte - scopra quella mafia che c’è sempre dietro questa impresa e che è la vera trattativa tra Stato e mafia e che ha investito per il 90% le regioni meridionali: Sicilia, Puglia, Calabria e la Campania. Pensando a Pasolini, togliere un’area agricola coltivata con l’ulivo o con la vite per mettere campi fotovoltaici è un errore contro l’umanità e contro la Costituzione”. Tutto ciò avviene, “quando in Italia abbiamo 25 milioni di edifici innalzati, 14 milioni dei quali realizzati dagli anni Sessanta ad oggi: 14 milioni di orrori di cemento - ha concluso Vittorio Sgarbi - che potrebbero essere tranquillamente rivestiti di fotovoltaico evitando così di trasformare i terreni agricoli in orrori impossibili come sta capitando in queste ore a Ragusa”.