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Biologica e sociale, l'agricoltura del futuro allo Slow Food Village di Viterbo

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L'agricoltura sociale sposa l'agricoltura biologica: è quanto avvenuto lo scorso fine settimana allo Slow Food Village che si è svolto a Valle Faul. La manifestazione è stata organizzata da Slow Food Viterbo e Tuscia con la collaborazione di Slow Food Lazio e il patrocinio di Slow Food Italia.

"Quest’anno - scrivono gli organizzatori - la manifestazione è stata caratterizzata dal focus sull’agricoltura sociale, realizzato insieme all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo presso l’Auditorium della Fondazione Carivit. I numerosi e qualificati interventi provenienti da ogni parte d’Italia - in rappresentanza di istituzioni, produttori, associazioni di categoria, ordini professionali, università, organizzazioni non profit, mondo della scuola e della sanità, Comunità Slow Food - ha costituito un momento significativo di confronto e di elaborazione di proposte per arrivare alla creazione della rete Slow Food dell’agricoltura sociale e alla stesura di un documento di posizione dell’agricoltura sociale buona, pulita e giusta. Grande partecipazione e applausi ha suscitato la proiezione in anteprima nazionale del cortometraggio “Uno sguardo dall’altro”, realizzato nell’ambito del progetto di agricoltura sociale “Innesta”.

Negli stessi giorni nell’area del parcheggio di Valle Faul è stata inaugurata la prima edizione della fiera-mercato “Tuscia in Bio”, frutto della collaborazione di Cooperazione contadina, Mercato della Terra di Slow Food Viterbo e Tuscia, i Biodistretti della Via Amerina e delle Forre, del Lago di Bolsena e della Maremma etrusca e monti della Tolfa, e il supporto di Aucs, Arci Viterbo e Amici di Galliana. Questi gli espositori presenti tra produttori agricoli e artigianato artistico biocompatibile: Poleggi, Fattoria Solidale, La Romanella, Comunaletto, La Culla Di Maggini Giulia,  Pesano, Fiorucci, Opificio 13, Laboratorio Dei Sogni, Semi di Tuscia, Savini, Volta ja Terra, Il Sambuco, La Cascina delle Pantane, Teveriva, Chierici, Ferri, Manca, Ezio Maggini, Bekibio, Sapori di Ieri, Enrico Meini, Mazzi Mirella, Ass. U-Mani, Volta La Terra, Fattoria Faraoni, Cibofficina, Arvalia, Caffè Pefè, Birrificio Free Lions, produttori del  Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.

Come di consueto lo Slow Food Village ha proposto un ricco programma di animazione: i laboratori del gusto sui fiori eduli, i micro ortaggi e il miele; gli incontri sul caporalato, lo spreco alimentare nei panifici, le nuove forme di sviluppo delle piccole aziende agricole e sull’utilità degli insetti in agricoltura; gli show cooking dei Cuochi dell’Alleanza sulla nocciola, il Pamparito di Vignanello e le ricette del riuso; gli spettacoli estemporanei di Pietro Benedetti, gli artisti di strada del “Circo Verde” e “Teverina Buskers”, il gruppo musicale Gran Caciara Ensamble”; la ludoteca per bambini a cura di Arci Solidarietà.

Inoltre sono stati coinvolti i ristoranti e street food di Viterbo e provincia con la proposta del Menù Slow Food Village. Nel centro storico presso: Ristorante O’Sarracino, Ristorante “Al Vecchio Orologio”, Paninoteca “Leccabaffo”, Piadineria artigianale “Buongusto” e la  Gelateria “Gelart”. Nella Tuscia: Trattoria “Il Moderno” (San Martino al Cimino), Agriristoro “Il Calice e La Stella” (Canepina), “Il Forno di Ezio Gnisci” (Vignanello), “Mactra” (Vitorchiano), l’Agriristorante “Il Casaletto” (Grotte S. Stefano).

Infine nel corso della manifestazione si è svolto il tour “Acquapendente da scoprire” nell’ambito degli itinerari di “Cammini di Comunità” con oltre 30 partecipanti, a cura della Comunità Sow Food di valorizzazione dell'agricoltura sociale dell’Etruria meridionale in collaborazione con Alicenova.

Al termine è stato consegnato il Premio “Italo Arieti” alla memoria di Alberto Valentini, pioniere dell’agricoltura biologica e presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia, consegnato alla moglie Edda e ai figli Marco e Lorenzo.