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Viterbo, clima. Intervista a Riccardo Valentini: "Il governo affronti l'emergenza"

Andrea Tognotti
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Li ha cercati il presidente Mattarella. Non ha atteso che fossero loro a chiedere udienza e li ha convocati per ascoltare le loro ragioni. E li ha presi sul serio, garantendo che nelle consultazioni per il nuovo governo porrà come prioritaria la questione che gli hanno sottoposto. Sono i promotori dell’appello per il clima, che ha raccolto 250 mila adesioni e sollecita l’intero arco politico a fare delle questioni legate alla crisi climatica, una priorità. Erano capitanati dal premio nobel per la fisica Giorgio Parisi, ma anche Viterbo aveva la sua rappresentanza: il professor Riccardo Valentini, docente di Ecologia forestale all’Università della Tuscia e presidente della Società italiana di Scienze del clima. E’ lui a spiegare il senso di questa iniziativa e a descrivere l’accoglienza ricevuta dal capo dello Stato.

 


 

“Come scienziati del clima, abbiamo scritto un appello nei mesi scorsi, prima delle elezioni, perché ci rendevamo conto – spiega - che il tema dei cambiamenti climatici, e l’impatto che hanno sull’economia e sulla vita delle persone, non era considerato nei programmi politici dei vari vari partiti. Chiedevamo loro, senza distinzione, di considerare l’urgenza di questo grande problema, che nasce dal fatto che tutti i dati e le simulazioni dei modelli climatici ci dicono che siamo su un punto di non ritorno, che la variazione del clima, con i suoi estremi come le siccità e le alluvioni, rappresenta ormai la normalità e peggiorerà nel futuro”. 

 

Poi aggiunge: “Vediamo il nostro Paese, e l’intero Mediterraneo, come uno dei punti più sensibili del cambiamento climatico globale e sosteniamo che ciò si può fare in vari modi è partecipare attiviamente agli accordi sul clima, valorizzando le soluzioni energetiche che servano a ridurre l’uso dei combustibili fossili, favorendo lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, la mobilità a basso impatto d’inquinamento come quella elettrica; d’altro canto, si possono prevedere investimenti strategici per l’irrigazione in agricoltura e la difesa delle coste, visto che i dati in nostro possesso prevedono un innalzamento del livello dei mari, e la difesa delle aree alpine, nelle quali si verificano fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai della Marmolada”.

 

INTERVISTA COMPLETA SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 5 OTTOBRE (Edicola digitale)