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Elezioni Viterbo, Fusco (Lega) chiede riconteggio dei voti

Mattia Ugolini
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Umberto Fusco, rimasto fuori dal Parlamento, chiede il riconteggio dei voti. Il senatore uscente, candidato capolista della Lega nel collegio plurinominale alla Camera, non ha dubbi: “La legge è chiara, il Viminale ha commesso un errore nell’attribuzione dei seggi”. Fusco è convinto di avere ragione: “A livello matematico, un seggio andava assegnato alla Lega, perché ha il coefficiente di resti migliore e perché è stato stabilito che, superato il 50 per cento, alla coalizione vincente spettavano due posti. Inoltre, al collegio Lazio 2 P01 spettano tre seggi, mentre finora sono soltanto due quelli assegnati”. Difatti, il politico viterbese ha accettato la candidatura per questa ragione: “Ho partecipato alle elezioni proprio per questa motivazione dei tre seggi, altrimenti che partecipavo a fare?”. Nel mirino c’è il Rosatellum, la legge elettorale: “E’ a dir poco cervellotica, non ci si capisce nulla. Oggi (ieri, ndr) il quotidiano Il Tempo dava 43 posti tra Camera e Senato non ancora certi. Nella Tuscia, ad esempio, i dati di Ronciglione non sono ancora definitivi. Regna una confusione terribile”.

Per Fusco, coadiuvato dai suoi legali, come detto, c’è un errore commesso da parte del Viminale: “Il Dpr 97/2022 parla chiaro, a Viterbo-Rieti spettano tre deputati. Ad oggi ce ne sono solo due, uno di Fratelli d’Italia ed uno del Partito democratico. Inizialmente ne era stato assegnato uno al Movimento Cinque Stelle, poi è stato revocato e quello spettante alla Lega sembra essere stato spostato inspiegabilmente nel plurinominale di Latina, che infatti da quattro posti è passato a cinque. Io chiedo che questo seggio vacante, che potrebbe essere finito ovunque, torni a Viterbo, perché i viterbesi devono essere ripristinati”. Se ciò non avverrà, l’onorevole prometterà battaglia legale.

“Per ora ho solo inviato una nota ufficiale, ma non escludo di andare avanti presentando ricorso alla Corte d’appello e alla Cassazione”. Anche perché i tempi stringono: “Il 5 ottobre saranno inviate le convocazioni, mentre il 13 ci sarà l’insediamento del nuovo Parlamento. L’anomalia dipende dall’effetto flipper: quando sono stati sistemati tutti i collegi previsti, per quelli che avanzano c’è l’effetto ‘compensazione dei territori’, con i dati del Viminale che girano come una pallina. La Corte d’appello deve mettere tutti i nominativi nel cervellone e stabilire con certezza”. Insomma, Fusco potrebbe tornare in Parlamento, stavolta non al Senato ma a Montecitorio. Bisognerà attendere ancora qualche giorno, ma lui è confidente: “Ho tutti i documenti ufficiali, loro hanno tenuto conto delle circoscrizioni, che significa parlare di territori attaccati, ma tra Viterbo e Latina c’è di mezzo il Lazio 1, dunque non sono confinanti”.