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Archivio di Stato, convegno per il 150° dalla morte di Giuseppe Mazzini

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Nell’ambito del programma per le giornate europee del patrimonio con il patrocinio del Ministero dei beni culturali, l’Archivio di Stato di Viterbo e il comitato provinciale di Viterbo dell’istituto per la storia del risorgimento italiano, in occasione del 150esimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, hanno organizzato il convegno “Attivismo mazziniano nella Tuscia” che si svolgerà sabato 1° ottobre alle ore 16 presso la sala conferenze dell’Archivio di Stato di Viterbo in via Cardarelli. 
In apertura dell’iniziativa, dopo i saluti di Angelo Allegrini, direttore Archivio di Stato Viterbo, Anna Maria Buzzi, commissario straordinario dell’ istituto per la storia del Risorgimento italiano presso il Vittoriano di Roma e Antonio Quattranni, presidente del comitato provinciale Isri di Viterbo, sarà presentata la mostra documentaria relativa alle attività dei patrioti viterbesi nel processo storico dell’unificazione italiana. A seguire saranno svolti gli interventi degli studiosi secondo il seguente programma: Giorgio Fanti, “Da carbonari a mazziniani nella provincia di Viterbo”; Bonafede Mancini, “Dall’Associazione Castrense ai circoli mazziniani di Viterbo”; Osvaldo Biribicchi, “Attivismo mazziniano nella Tuscia durante la Repubblica Romana del 1849”; Catia Bonifazi, “Donne mazziniane nella Tuscia” e Rocco Panunzi, “Mazzini al Quirinale”. 
Al termine degli interventi sarà presentato il secondo Quaderno di storia del Risorgimento nella Tuscia che contiene gli interventi del convegno svoltosi nel 2021 sul tema “Viterbo e la patria italiana” pubblicato dalla Annulli Editori. 
Per gli argomenti affrontati, frutto di ricerche presso l’Archivio di Stato, gli interventi offriranno un panorama in gran parte inedito delle significative vicende di cui furono protagonisti cittadini e cittadine viterbesi che con sacrificio e passione patriottica, subendo spesso arresti e condanne all’esilio, hanno contribuito alla sofferta costruzione dello stato unitario.
Per Mazzini il vero patriottismo è l’opposto del nazionalismo, quindi i patrioti autentici amano la propria nazione, ma l’amano in un modo che li spinge a riconoscere come compatrioti chiunque creda nella libertà. Il concetto di patria, in sostanza, ha un significato universale, includendo non solo l’uguaglianza politica ma anche il diritto all’educazione e al lavoro. 
“La patria – scriveva Giuseppe Mazzini – è una comunione di liberi e d’eguali affratellati in concordia di lavori verso un unico fine… La patria non è un aggregato, è una associazione. Non v’è patria dove l’uniformità di quel diritto è violata dall’esistenza di caste, di privilegi, d’ineguaglianze”.
Seguendo questa ispirazione agli autentici valori mazziniani, il Comitato viterbese ha voluto rendere omaggio all’Apostolo del Risorgimento che, dopo l’ennesimo esilio, riuscì a rientrare in Italia nel febbraio del 1872, a Pisa, malato già da tempo e sotto il falso nome di Giorgio Brown. Qui visse nell'abitazione della famiglia Rosselli fino alla morte, avvenuta il 10 marzo dello stesso anno. Il feretro, dopo i funerali ai quali partecipò un'immensa folla, fu trasferito a Genova, dove Mazzini fu sepolto al cimitero monumentale di Staglieno.