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Viterbo, violentò ragazza. Buttafuori condannato a 16 anni

Valeria Terranova
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Condannato a 16 anni Daniele Nuomi, il buttafuori 20enne, originario di Pomezia, accusato di violenza sessuale su una 17enne adescata due anni fa in discoteca. Nello specifico, oltre al reato di violenza sessuale, sono state riconosciute anche le accuse di sequestro di persona, lesioni e rapina, con l’aggravante della crudeltà. Il pm Chiara Capezzuto ha chiesto 13 anni per il ventenne che finì in manette nella primavera del 2020, in pieno lockdown, a seguito alla denuncia sporta dai genitori della minorenne, parti civili nel dibattimento con l’avvocato Armando Fergola. Il ragazzo approcciò la giovanissima vittima nella discoteca nella quale lavorava e l’avrebbe obbligata, in due occasioni, a seguirlo in un b&b, dove si sarebbero consumate le violenze, alle quali sarebbero seguite minacce anche contro i familiari della ragazzina. La vicenda giudiziaria che si è conclusa ieri è stata costellata da diverse perizie e consulenze psichiatriche volte ad accertare la capacità di intendere e di volere, la pericolosità sociale e la capacità di partecipare al processo del ragazzo.

Finora il giovane, assistito dall’avvocato Luigi Mancini, è stato ricoverato in regime di arresti domiciliari presso una struttura sanitaria, che accoglie gli autori di reati affetti da disturbi mentali, in seguito alle valutazioni di un perito, il dottor Alessandro Pinnavaia, il quale, a febbraio 2021, ritenne che il ventenne avesse una personalità borderline. Invece, secondo i periti nominati dal Tribunale, le psichiatre Tiziana Amici e Viviana Censi, il buttafuori era capace di intendere e di volere all’epoca dei fatti.

Una settimana fa in aula è stata sentita un’altra presunta vittima, la cui testimonianza è stata richiesta dal difensore delle parti civili. “Mi vide in discoteca e mi contattò su Facebook e poi mi violentò”, ha raccontato la giovane tra le lacrime il 21 settembre. Alla luce delle opinioni specialistiche e delle testimonianze, il pm aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane.Tuttavia, ieri, il verdetto emesso dal collegio del Tribunale di Viterbo ha condannato in primo grado il 20enne a 16 anni di reclusione.