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Elezioni politiche Viterbo, Mazzoli (Pd): "Ora ricucire con il campo largo"

Il deputato Alessandro Mazzoli

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Se il centrodestra esulta, il centrosinistra non può che leccarsi le ferite. In casa Pd, i magri risultati ottenuti sia alla Camera che al Senato potrebbero creare un terremoto a livello locale, anche alla luce della mancata elezione di Panunzi. A parlare è Alessandro Mazzoli, battuto con largo margine da Durigon: “Il nostro ko è evidente. Dobbiamo ricostruire il progetto del Pd e la sua identità, oltre che un’alleanza più larga e credibile per i cittadini”. C’è sconforto, e questo potrebbe aprire la strada ad un cambiamento dei vertici del Pd viterbese: “Dobbiamo affrontare una discussione su ciò di cui abbiamo bisogno, questi numeri a me preoccupano molto. Come noto, abbiamo criticato le candidature calate dall’alto dal nazionale, difatti nel Lazio abbiamo raccolto risultati al di sotto delle aspettative. E’ il momento di serrare le fila e ragionare, sia con i dirigenti che con amministratori ed elettori”. Anche perché, ieri, il segretario Letta ha fatto un passo di lato, annunciando che non si ricandiderà: “E’ stata aperta una fase congressuale, ma credo che non possa essere fatto un congresso a ridosso delle regionali, sarebbe deleterio”.

Mazzoli si fa promotore di una rappacificazione con l’ala popolare e riformista del Pd viterbese: “Nel breve periodo, ripeto, bisogna cercare di ricucire con tutte quelle forze facenti parte del cosiddetto campo largo, è necessario”. Forse un riferimento a Luisa Ciambella, candidata del Terzo Polo che ha portato a casa il 6%? Forse. Proprio Ciambella, al Corriere, vede il bicchiere mezzo pieno: “Lo considero un risultato estremamente soddisfacente. Essere chiamati a rappresentare un percorso politico che fino a pochi mesi fa contava poche centinaia di voti e raggiungere al Comune di Viterbo lo stesso risultato numerico e percentuale avuto alle ultime comunali non era scontato. Altrettanto vale per il consenso avuto nei comuni della Tuscia che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa, date le condizioni di partenza. Oggi a Viterbo siamo la quarta forza politica, superando Lega e FI”.

C’è, infine, il grillino Massimo Erbetti, che ha raccolto il 12% - al di sotto della media nazionale - e sui social pubblica una sorta di sfogo post-elezioni: “Sono sulla riva del fiume e con ansia aspetto tutti quei leoni da tastiera che dicevano che il 26 settembre avremmo dovuto nasconderci, che saremmo spariti. E invece siamo qui, siamo vivissimi e siamo tanti. Non abbiamo nessuna intenzione di nasconderci, anzi, d’ora in poi ci vedrete, saremo la vostra ossessione. Ci siamo ripuliti ed abbiamo lasciato per strada le zavorre”. Anche in casa pentastellati sarà necessaria una profonda analisi, data la scomparsa sia da Palazzo dei Priori che dai collegi uninominali alle politiche. Nessun commento ufficiale, infine, da Filippo Rossi, rimasto fuori dal Parlamento con Azione. Ha parlato, per lui, Giacomo Barelli: “Il quasi 8 per cento nazionale è un ottimo punto di partenza per la costruzione di ‘Renew Europe’ anche in Italia per una forza distinta da populisti e sovranisti”.