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Viterbo, elezioni. Fratelli d'Italia primo in tutti i comuni tranne Canepina. Resiste solo la roccaforte di Panunzi

Massimiliano Conti
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Il 40% a Viterbo, il 44 a Vetralla, il 42 a Montefiascone, il 37 a Tarquinia. E ancora: il 46% a Caprarola, il 48 a Monte Romano, il 45 a Vasanello, il 43 a Castel Sant’Elia, il 41 a Vitorchiano. Il 36% a Civita Castellana, l’ex Stalingrado viterbese. Strike. All’indomani delle elezioni politiche 2022, la fiamma tricolore di Fratelli d’Italia arde altissima in tutti i comuni della Tuscia. Primo partito senza rivali ovunque. L’unico bastione che ha resistito alla forza d’urto dello tsunami nero è Canepina, dove il fattore P, nel senso di Enrico Panunzi (il quale non conquista però l’elezione in Parlamento) trascina il Pd al 41%, confermando ancora una volta l’unicità politica e antropologica del piccolo centro cimino. Qui i meloniani devono fermarsi al 29%, che considerato il contesto è comunque un signor risultato, superiore a quello nazionale.

 


Dunque, come era prevedibile, FdI è il primo partito d’Italia e della Tuscia: 37% il voto riportato nel primo collegio di Viterbo alla Camera, 36% al Senato. Meno prevedibili, le percentuali riportate non tanto nel capoluogo - fin dai tempi di Almirante e del Msi dentro il corpaccione democristiano il cuore della città dei papi ha sempre battuto a destra - quanto negli altri comuni, a cominciare da quelli di tradizione rossa come appunto Civita Castellana, attualmente governata da un sindaco meloniano, Luca Giampieri, il cui padre Massimo, candidato nel plurinominale della Camera, potrebbe a sorpresa diventare il terzo parlamentare viterbese eletto in questa tornata insieme a Mauro Rotelli e al forzista Francesco Battistoni.

 

Alle elezioni politiche di 4 anni fa nel centrodestra a suonare la grancassa era la Lega, che all’epoca riportò il 18% a livello provinciale, il 19 a Viterbo. I salviniani si devono accontentare oggi solo di un 7% nel capoluogo (tra il 6 e l’8% negli altri principali comuni della provincia) e patiscono pure la mancata elezione dell’ormai ex senatùr e leader Umberto Fusco. Nel 2018 il primo partito nella Tuscia era però il M5S con il 32%.

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