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Viterbo, acqua. Allarme dei comitati: "I sindaci che guardano all'Ato 2 aprono le porte di Talete all'Acea”

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Sul futuro di Talete continuano ad addensarsi grandi nuvoloni grigi. Non solo il ricorso al Tar di cinque Comuni (Viterbo, Tarquinia, Soriano nel Cimino, Vasanello e Monte Romano) contro la cessione del 40% di quote a privati, ma ora, e proprio in seguito a ciò, sono molti i Comuni allarmati da quanto potrebbe accadere, pronti ad unirsi all’Ato 2 gestito da Acea. Una scelta contro la quale si scaglia con forza il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica del Lazio, paventando che questa potrebbe essere la mossa definitiva per l’ingresso di Acea in Talete e dunque per la nascita dell’Ato unico. 

 

Per scongiurare tale ipotesi, il Coordinamento ricorda ai sindaci che guardano all’Ato 2 che tale scelta vorrebbe dire finire nelle braccia di Acea. “Si tratta proprio di quella Acea Ato 2 - chiarisce il Coordinamento - la cui gestione si è ormai rivelata più che disastrosa. Quella stessa Acea Ato 2 che ha depauperato il lago di Bracciano abbassandone il livello di più di due metri, per cui è in corso un procedimento giudiziario per disastro ambientale aggravato e per il quale i vertici della società, presenti nel 2017, sono stati rinviati a giudizio. Un lago che a distanza di cinque anni non è ancora tornato ai livelli normali”. 

 

Il coordinamento, inoltre, ricorda ai sindaci tentati dall’Ato 2 che, “nonostante il Lazio sia la regione d’Europa con maggior disponibilità di acqua di qualità, Acea ha sperperato diversi milioni per i potabilizzatori del Tevere, progettati a due passi dal Raccordo Anulare per ricavare un’acqua in cui persistono agenti inquinanti”. Secondo il Coordinamento, chiedere di entrare in Ato 2 anche di fronte a tali fatti, significa solo una cosa: “Chiedere l’Ato Unico, fare un palese favore a un’azienda inadatta a gestire il servizio idrico e mettere una pietra tombale sulla Legge d’iniziativa popolare 5/2014 per la tutela, governo e gestione pubblica delle acque, che si basa su una naturale e razionale gestione relativa all’ambito del singolo bacino idrografico e quindi su una gestione relativa ai singoli fiumi e laghi del Lazio”. 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 25 SETTEMBRE (Edicola digitale)