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Viterbo, elezioni politiche del 25 settembre. Vanno al voto 242 mila viterbesi

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Massimiliano Conti
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Sono 242 mila i cittadini viterbesi chiamati al voto in queste elezioni politiche. Seggi aperti nella sola giornata di oggi, dalle 7 alle 23. Con la modifica costituzionale del 18 ottobre 2021, che ha eliminato il preesistente limite dei 25 anni di età, per la prima volta voteranno per il Senato anche i diciottenni. 
In questa tornata i collegi elettorali sono stati completamente ridisegnati per effetto del taglio del numero dei parlamentari, in forza del quale i deputati sono passati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. La legge elettorale attualmente in vigore, l’ormai famigerato Rosatellum, prevede un sistema misto proporzionale-maggioritario. Per quanto riguarda la Camera, la provincia di Viterbo è assegnata per gran parte alla circoscrizione Lazio 2, che comprende tutte le province della regione esclusa Roma, più 36 comuni della città metropolitana, e che eleggerà complessivamente 12 deputati (7 col plurinominale e 5 con l’uninominale). Nell’uninominale, il collegio numero 1 comprende 54 comuni, 48 della provincia di Viterbo e 6 della provincia settentrionale di Roma (tra cui spiccano centri importanti come Civitavecchia, Ladispoli e Cerveteri). La novità di queste elezioni politiche è che il comprensorio di Civita Castellana (12 comuni in totale) è confluito nel collegio 2 di Rieti insieme a 30 centri della città metropolitana di Roma. Per quanto riguarda invece il plurinominale, l’intera provincia di Viterbo ricade nel collegio 1 insieme alla provincia di Rieti e a una parte del territorio di Roma Capitale. 

 

Molto più semplice è la ripartizione dei collegi per il Senato: nell’uninominale, tutti e 60 i comuni della Tuscia, insieme ai 73 della provincia di Rieti e a 36 della zona settentrionale della città metropolitana di Roma si trovano nel collegio 1. Nel plurinominale, Viterbo si trova insieme a tutte le province del Lazio esclusa Roma e ai soliti 36 comuni dell’area metropolitana nel collegio 2.

 

Numerosi i viterbesi in lizza: per alcuni si tratta di una candidatura di servizio o di pura testimonianza, per altri invece l’elezione è quasi scontata. In quest’ultima categoria rientra il deputato uscente di FdI Mauro Rotelli, in corsa all’uninominale della Camera. Tra i big troviamo il senatore uscente della Lega Umberto Fusco (stavolta candidato alla Camera nel plurinominale) e il sottosegretario all’agricoltura di Forza Italia Francesco Battistoni. Quest’ultimo è stato però catapultato nelle Marche. L’ex deputato del Pd ed ex presidente della Provincia Alessandro Mazzoli è candidato all’uninominale del Senato ma con scarsissime possibilità di essere eletto: dovrà vedersela infatti con un big come il leghista Claudio Durigon, candidato unitario del centrodestra. In corsa nel collegio uninominale della Camera, nelle file del Terzo polo, anche l’ex vicesindaca di Viterbo e consigliera comunale di Per il Bene comune Luisa Ciambella. Il duo Calenda-Renzi punta inoltre sul docente dell’Unitus Alessandro Sterpa, candidato nell’uninominale del Senato, e su Filippo Rossi. L’ex futurista è stato inserito al secondo posto nel listino proporzionale del Senato. Nutrita la pattuglia grillina, che vede in corsa per Palazzo Madama Massimo Erbetti, candidato nel listino (in terza posizione), per Montecitorio Rosita Cicoria nell’uninominale e i civitonici Maurizio Selli e Simona Sassara nel proporzionale. Sempre nel plurinonimale, ma del Senato, troviamo l’ex vicesindaca di Bassano Romano Paola Marchetti, candidata della lista formata da Sinistra italiana e Verdi. Tra i Fratelli d’Italia, c’è anche l’ex sindaco di Civita Castellana Massimo Giamperi, attuale coordinatore provinciale del meloniani, nel listino della Camera. L’Unione popolare di De Magistris schiera, sempre al proporzionale della Camera, la segretaria di Rifondazione di Civita Castellana Daniela Pinardi, mentre Italexit di Paragone scommette sull’ex assessore provinciale Paolo Bianchini, che però è stato dirottato nel plurinominale di Napoli, sempre per la Camera. Tra i paracadutati di questa tornata anche il big del Pd Enrico Panunzi, candidato nel plurinominale di Roma, in terza posizione. 
Alle elezioni politiche del 2018 la Tuscia elesse due soli parlamentari: Rotelli alla Camera e Battistoni al Senato. Fusco fu eletto invece nel collegio uninominale di Guidonia-Montecelio. In quella circostanza si votò anche per le regionali. L’affluenza finale nella Tuscia fu del 76%. Lega e M5S fecero il pieno di consensi. Sono passati solo 4 anni ma sembrano un’era geologica.