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Viterbo, omicidio Dario Angeletti a Tarquinia. Rinviato a giudizio Claudio Cesaris. Il processo a Roma

Valeria Terranova
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Omicidio delle Saline, rinviato a giudizio l’omicida del professore Dario Angeletti: a novembre inizierà il processo a carico di Claudio Cesaris, 69enne lombardo, tecnico di laboratorio dell’Università di Pavia in pensione, il quale uccise con due colpi di pistola Dario Angeletti, 51enne, biologo e docente, nel parcheggio nelle vicinanze della riserva naturale delle Saline a Tarquinia il 7 dicembre 2021. Anticipando l’udienza di ieri il gup Francesco Filocamo del Tribunale di Civitavecchia aveva già rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali del 69enne, gli avvocati Michele Passione, del Foro di Firenze, e Alessandro De Federicis, del Foro di Roma.

 

La seduta che si è aperta intorno alle 9.30 è stata inaugurata con lo scioglimento della riserva del gup rispetto alle questioni di legittimità costituzionale rilevate l’11 luglio dai difensori di Cesaris. Il giudice dell’udienza preliminare, inoltre, ha ammesso tutte le parti civili, ovvero la vedova, i due figli e le sorelle della vittima, rappresentati dagli avvocati Rodolfo Bentivoglio e Massimiliano Zoli del Foro di Civitavecchia; tra le parti civili la ricercatrice quarantenne, originaria di Abbiategrasso, provincia di Milano, parte civile relativamente al reato di stalking, altra contestazione che si aggiunge all’accusa di omicidio volontario e che vengono addebitati al 69enne lombardo.

 

La donna è assistita dall’avvocato Eliana Saporito del Foro di Roma, mentre il comune di Tarquinia si è costituito parte civile con l’avvocato Paolo Pirani del Foro di Civitavecchia. Cesaris venne arrestato all’alba dell’8 dicembre 2021 nell’abitazione che aveva affittato a San Martino al Cimino e dopo esser stato colto da un malore fu trasferito al reparto di medicina protetta per i detenuti dell’ospedale di Belcolle, dove nel corso dell’interrogatorio davanti al gip di Viterbo, Savina Poli, confessò il delitto, dichiarando di aver agito per un raptus improvviso, spiegando di non aver premeditato l’omicidio. Il 69enne, nella stessa circostanza, riferì che quel martedì di 9 mesi fa, essendo appassionato di ornitologia, si trovava alle Saline per osservare e fotografare gli uccelli e che durante l’escursione si sarebbe sentito male per via dei problemi di salute che lo affliggevano da tempo e di aver fermato l’auto del professore Angeletti, che invece dopo la pausa pranzo stava rientrando al laboratorio del centro ittiogenico sperimentale marino dell’Università degli Studi della Tuscia. Angeletti, a suo dire, si sarebbe offerto di dargli un passaggio al posteggio in cui Cesaris aveva lasciato la propria macchina, ma in quell’istante il 51enne fu freddato con due proiettili dal 69enne. Secondo la versione resa da Cesaris, che da principio agli inquirenti non sembrò del tutto plausibile, Angeletti avrebbe parlato di una sua collega ricercatrice 40enne, con la quale il 69enne in passato avrebbe avuto una relazione, che lo avrebbe portato a raggiungerla nella Tuscia. Il processo a Claudio Cesaris comincerà il 17 novembre al cospetto della Corte d’Assise del Tribunale di Roma a piazzale Clodio.