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Viterbo, Cna propone un piano contro lo spreco alimentare

Andrea Tognotti
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Arriva il pentalogo dell’Università della Tuscia per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della panificazione. L’ateneo viterbese è il capofila del progetto europeo Lowinfood, condotto nei panifici artigianali di 12 Paesi dell’Unione per cercare di ridurre il surplus invenduto a fine giornata, e la Cna di Viterbo e Civitavecchia è uno dei 27 partner sul territorio.

 

 

A illustrare i risultati dello studio è stata ieri la coordinatrice del progetto, Clara Cicatiello, ricercatrice in Economia agraria, in una conferenza stampa al panificio Anselmi, alla quale hanno partecipato Luca Fanelli, responsabile di Cna Agroalimentare, Claudio Cavalloro, presidente di Cna Alimentare, ed Ermanno Fiorentini, presidente dell’associazione Panificatori e Pasticceri di Viterbo. Sono stati 12 i panifici tenuti sotto osservazione per cinque mesi, da febbraio a giugno, per un totale di 4.098 rilevazioni sulla produzione di pane comune, pizza bianca e panini e il relativo surplus.

 


 

“Abbiamo osservato - ha detto Cicatiello - che il surplus a fine giornata è del 5,1% sulla quantità prodotta, che si traduce in un 5,5% rispetto all’incasso giornaliero. Per un piccolo panificio può significare pochi chili di prodotto, ma per aziende più grandi lo spreco è maggiore”. Che fine fa la produzione invenduta? In parte viene regalata ai clienti o donata in beneficenza, in parte venduta per animali o riutilizzata (solo per il pangrattato, perché la vendita del pane del giorno prima è vietata), o destinata all’uso tramite l'app too good to go.

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 23 SETTEMBRE (Edicola digitale)