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Viterbo, acqua. Cessione Talete, scatta il ricorso al Tar

Massimiliano Conti
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Ci sono anche i comuni di Tarquinia, Soriano nel Cimino, Sutri, Vasanello e Monte Romano a dare manforte alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini nella guerra legale contro la privatizzazione di Talete. Come aveva annunciato in sede di consiglio comunale, la prima cittadina ha infatti presentato il ricorso al Tar del Lazio contro l’atto di indirizzo numero 116 del 23 giugno scorso con il quale l’assemblea dei sindaci e dei presidenti di Provincia dell’Ato 1 Lazio Nord hanno dato via libera alla cessione del 40% delle quote dell’azienda idrica. Si tratta, come detto, di un ricorso collettivo, che vede schierati anche gli altri comuni sopra citati. 

 

L’atto arriva in un momento in cui sopra il cielo già plumbeo di via Romiti si stanno addensando nuove nuvole nerissime, a causa degli aumenti stratosferici delle bollette elettriche che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza della spa. Gli aderenti al partito della privatizzazione hanno tratto dalla partita energetica nuovi argomenti a favore della loro causa: nelle attuali condizioni finanziarie della società alla messa sul mercato delle quote non c’è alternativa, è il ragionamento.

 

Dall’altra parte, per i fautori dell’acqua pubblica senza se e senza ma è arrivato il momento invece di ripensare totalmente il futuro di un’azienda sui cui bilanci pesano anni e anni di mala gestione, clientelismo e morosità. Quest’ultima, a causa delle difficoltà economiche in cui si trovano le famiglie, è tornata ad impennarsi, superando la soglia del 30% sotto il quale era stata ricacciata negli ultimi mesi grazie a una campagna massiccia di controlli. 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 23 SETTEMBRE (Edicola digitale)