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Viterbo, caro bollette. Gli imprenditori ai candidati: “Ci costringono a licenziare”

Mattia Ugolini
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Sono tanti, arrabbiati con la politica e delusi, gli imprenditori che ieri, 22 settembre, nel pomeriggio si sono dati appuntamento a La Quercia per lanciare il loro disperato grido d’aiuto. Al Bar Marini, storico caffè della frazione viterbese, c’erano ristoratori, baristi, fornai, caseari ma anche titolari d’azienda che non appartengono al settore Horeca. In queste settimane difficili devono fare i conti con dei costi, a detta loro, sproporzionati rispetto agli incassi. Ad esempio, ad alcuni di loro sono arrivate bollette da 9 mila, 14 mila e, addirittura, 34 mila euro.

 

Le agitano e le mostrano alla stampa, quasi a voler far capire che non stanno mentendo. Ma c’è anche chi ha assegni scoperti e non riesce a coprirli, chi ha un mutuo da pagare, chi non riesce nemmeno a pagare l’affitto e chi, purtroppo, dovrà licenziare i dipendenti o si vedrà la corrente staccata a breve per insolvenza.

 

“L’aumento dei fornitori deriva da quello del gasolio - spiegano - così come quello delle materie prime. Prima eravamo luoghi di ritrovo, adesso siamo un lusso, perché le persone tolgono il superfluo in un momento di crisi. Con le entrate delle attività non riusciamo nemmeno ad avvicinarci ai costi di gestione e mantenimento, andremmo premiati per tutti i sacrifici fatti durante il Covid e, invece, veniamo bastonati”. 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 23 SETTEMBRE (Edicola digitale)