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Viterbo, omicidio Salvatore Bramucci. Caccia al terzo uomo: era al volante della Giulietta

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Sono pronti a dare battaglia i legali dei due romani arrestati perché accusato di far parte del commando che la mattina del 7 agosto ha freddato con 6 colpi di pistola Salvatore Bramucci, 58 anni, nelle campagne di Soriano nel Cimino. I legali di Tonino Bacci, detto Tony, e Lucio La Pietra, entrambi 48enni, sono pronti a presentare il ricorso al tribunale del Riesame per chiudere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Rita Cialoni che da martedì 13 settembre ha spedito a Mammagialla i loro assistiti indagati per la pesante ipotesi di reato di omicidio aggravato e ricettazione . Gli inquirenti continuano gli accertamenti per dare un nome al terzo uomo che ha partecipato alla trasferta dalla periferia est di Roma a Soriano. Sulla Smart bianca di proprietà di un’agenzia di autonoleggio e in uso a Tonino Bacci, secondo i carabinieri, c’era pure Lucio La Pietra. Gli investigatori ne sono convinti visto lo scambio di telefonate all’alba in un orario nel quale – fa notare il gip nell’ordinanza – nei 24 mesi precedenti i due non si erano mai contattati. 

 

Durante le fasi dell’agguato i cellulari dei due sono però spenti. Solo alle 6.20 Bacci prova a chiamare un loro conoscente – Alessio Pizzuti, pregiudicato romano – che tuttavia non risponde. Chi c’è allora nella Giulietta rubata che quella mattina segue la Smart? Chi è l’uomo alla guida ripreso da diverse telecamere di sorveglianza (a Fabrica, Vignanello e alle porte di Soriano) durante il viaggio d’andata e durante le fasi del ritorno nella Capitale?

 

I carabinieri hanno in mano un profilo Dna da comparare e sarebbe stato prelevato quello di Dan Constantin Pormirleanu, 32 anni compagno di Sabrina Bacchio, cognata della vittima e sorella della vedova. I carabinieri hanno trovato un mozzicone di sigaretta in un noccioleto a pochi metri dove presumibilmente le due auto hanno aspettato il passaggio dell’auto di Bramucci. Il gps dell’assicurazione posizionato sulla Smart colloca l’auto ferma per circa 20 minuti nelle vicinanze della scena del delitto in un orario compatibile con quello dell’agguato. Si cercano tracce anche nella Giulietta che proprio il 7 fu abbandonata nell’area di sosta Settebagni interna sul Grande Raccordo Anulare a Roma.