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Viterbo, sanità. Confael: “Pronto soccorso inadeguato Decine di pazienti lasciati in barella”

Massimiliano Conti
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Oltre 50 barelle “parcheggiate” lungo il corridoio. Personale in affanno. Disorganizzazione. È un pronto soccorso sotto pressione e sovraccarico fin quasi al collasso quello di Belcolle raccontato dal sindacalista della Confael Egidio Gubbiotto, che di recente ha potuto sperimentare sulla propria pelle i disservizi e le inefficienze del reparto, che rappresenta la prima linea della sanità viterbese. Gubbiotto riconosce tuttavia l’elevata professionalità del personale che opera all’interno del presidio. Professionalità che però si scontra con le carenze strutturali e organizzative.

 


 

“Ho avuto modo, personalmente, di trovarmi al pronto soccorso di Belcolle trovando conferma dell’elevata professionalità di tutti gli operatori sanitari: infermieri, medici e oss, a parte qualche ‘pecora nera’ presente ovunque e in tutte le professioni – scrive il sindacalista in una lettera aperta -. Quello che mi ha colpito, confermando la mia vecchia convinzione, è l’inadeguatezza della struttura, che era nata per dare risposta a un certo numero di utenti e che oggi sconta però le scellerate scelte della Regione Lazio e della direzione strategica della Asl”. Gubbiotto punta il dito in particolare sulle chiusure di alcuni pronto soccorso periferici come quelli di Montefiascone e Ronciglione, che hanno avuto come conseguenza quella appunto “di creare il caos a Belcolle”.

 


 

“È umiliante, in un contesto di oltre 50 barelle con paziente lungo il corridoio, sentire l’operatore sanitario di turno affermare che non trova posto per ‘parcheggiare’ e dopo un po’ vedere liberarsene uno – è sempre il sindacalista a parlare -. Stai lì con la tua sofferenza e ti senti come una macchina da rottamare, comprendendo l'amarezza di quell'operatore che sta cercando di darti conforto. Ma i politici viterbesi, dove stanno?”. 
Gubbiotto evoca poi la figura di un “gestore invisibile” della sanità viterbese, “noto a tutti e forse primo responsabile dell’attuale situazione”. 
Poi il segretario provinciale della Confael conclude: “Tornerò a Belcolle perché ho vissuto l'inizio della sua entrata in funzione senza passerelle o tappeti rossi, come invece avviene attualmente per inaugurare ‘scatole vuote’ che tali restano”.