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Viterbo, luci accese in Provincia. Romoli si difende: “Garantiscono sicurezza”

M. U.
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Il “caso luci”, che da giorni tiene banco a Palazzo Gentili, sede della Provincia, sembra essere stato finalmente risolto. Dopo settimane di polemiche, cominciate la settimana successiva al Trasporto della Macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre, il presidente Alessandro Romoli, tramite il suo staff, ha deciso di rispondere alle accuse di spreco. Ingiustificata l’accensione delle luminarie dal tramonto all’alba in un periodo caratterizzato dal clima di austerity energetica, tanto da indurre residenti e commercianti di via Saffi a riflettere sull’opportunità di presentare un esposto al prefetto Cananà per segnalare la situazione. Romoli, senza parlare direttamente, fa comunque trapelare il suo stato d’animo per la vicenda: non infastidito, ma nemmeno contento. Leggermente piccato, per rendere l’idea.

 

 

“Quelle luci - spiegano dallo staff di Palazzo Gentili - non fanno parte dell’arredamento speciale voluto per il ricevimento di Santa Rosa, come sostenuto da molti. Quelle messe per il 3 settembre, che davano su via Cavour, sono state subito rimosse. Le luminarie che affacciano su via Saffi stanno là da anni: le volle inizialmente Meroi ma si fulminarono e per anni rimasero spente".

 

 

"Questo fino all’arrivo di Romoli, che le ha fatte sostituire con lampadine a led proprio per limitare i consumi e, soprattutto, per garantire a cittadini, commercianti, residenti e turisti un deterrente contro la criminalità. Quella zona della città - concludono i portavoce - nonostante sia centralissima, purtroppo qualche volta regala episodi di degrado, evitabili illuminando la via e rendendola vivibile anche di notte. Basta chiedere agli esercenti del posto, sono tutti soddisfatti. Non ci risulta di commercianti arrabbiati, tantomeno di un esposto alla Prefettura”.