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Viterbo, caro energia. Produzione ridotta del 20% nelle ceramiche di Civita Castellana

Beatrice Masci
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Quattro aziende hanno presentato la richiesta di cassa integrazione, mentre la produzione complessiva del distretto ceramico ha subito una riduzione del 20%. Succede a Civita Castellana, dove l’allarme di inizio primavera sta diventando realtà. Ad evidenziarlo, numeri alla mano, è Gianni Calisti, vicepresidente di Federlazio.

 

“Per mesi qualcuno deve aver pensato che le mie fossero preoccupazioni troppo allarmistiche. Oggi, purtroppo, si stanno concretizzando. A novembre, se chi ha la facoltà di decidere non ha fatto nulla, la situazione sarà ancora più drammatica. Su trenta aziende del distretto, quattro hanno chiesto la cassa integrazione. Sul fronte della produzione va ancora peggio. Ormai si lavora con una riduzione del 20% perché molti forni sono stati spenti. Si prediligono le commesse più importanti che arrivano dall’estero. Molte altre, purtroppo, vengono lasciate indietro”.

 

Il problema, come è ormai ampiamente denunciato, sono i rincari energetici. “Io sono stato abbastanza fortunato - è ancora Calisti a parlare -. A marzo ho cambiato gestore e qualcosa risparmio, ma nel periodo di passaggio da un gestore all’altro ho pagato una bolletta di 120 mila euro, a fronte della 40 mila pagate l’anno scorso nello stesso periodo”. 

 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 19 SETTEMBRE (Edicola digitale)