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Viterbo, carovita. Prezzo del pane verso i 4 euro al chilo

Beatrice Masci
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Pane e companatico, si dice, per indicare che, se il companatico varia da tavola a tavola e soprattutto da portafoglio a portafoglio, il pane no. Filone, rosetta, ciabatta: cambia la forma, ma sempre quello è: farina, acqua e un pizzico di sale. Buono per tutte le occasioni, dalla colazione del mattino allo spuntino di mezzanotte. Eppure, i rincari energetici rischiano di cambiare anche le sane abitudini del consumo di questo alimento indispensabile. 

 


 

A livello nazionale un chilo di pane è arrivato a costare dai 5 ai 6 euro, in alcuni casi 7. Nella Tuscia, provincia in cui da sempre costa meno che altrove, la media al momento è di 3 euro al chilo. Ma le cose stanno per cambiare. Non potrebbe essere altrimenti, visto appunto che le bollette energetiche oggi pesano il 40% in più rispetto a un anno fa. E così l’alimento principe della tavola anche nella Tuscia rischia di salire di prezzo, fino ad arrivare a 4 euro al chilo. Una decisione definitiva, da parte delle associazioni di categoria, non è stata ancora presa, ma la strada è tracciata. E molto difficilmente si potrà scongiurare questo nuovo aumento.

 

 

Il punto della situazione è stato fatto alcuni giorni fa nel corso di un incontro dei panificatori della Cna: “Gli aumenti sono nell’aria - afferma Luca Fanelli, responsabile di Cna alimentare -. I conti, purtroppo, sono presto fatti. Non ci sono solo gli aumenti delle bollette, che sfiorano il 40%, ma anche tutti quelli relativi alle materie prime, ai trasporti, agli imballaggi. A fine mese, facendo i conti, i fornai non riescono più a farli quadrare. Per riuscire ad andare avanti un aumento è necessario”. 

 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 19 SETTEMBRE (Edicola digitale)