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Viterbo, omicidio Salvatore Bramucci. Le telefonate che inchiodano i presunti sicari

D. B.
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Un giro di telefonate in orari anomali rispetto alle loro abitudini ma compatibili sia con l’ora sia del sopralluogo a Soriano nel 4 agosto che con l’agguato di tre giorni dopo che ha portato alla morte di Salvatore Bramucci. E’ stato proprio l’utilizzo delle utenze cellulari a inchiodare Tonino Bacci e Lucio La Pietra, i due romani di 48 anni che da martedì mattina sono in carcere a Mammagialla accusati di aver preso parte al gruppo di fuoco che entrò in azione in contrada Madonna di Loreto a 50 metri dall’abitazione della vittima. Incrociando i dati dei tabulati telefonici, le celle agganciate dai telefonini, i video delle telecamere di sorveglianza e il tracciato del gps della Smart Bianca in uso a Bacci gli investigatori hanno raccolto elementi sufficienti a stabilire che i due erano a Soriano il 7 agosto intorno alle 8.20 quando è stato fatto fuoco contro Bramucci.

 

 

Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Rita Cialoni si ricostruiscono tutti i contatti tra i due sia il 4 agosto che il 7. Il giorno che, secondo gli inquirenti, è stato fatto un sopralluogo nelle campagne di Soriano Bacci si mette in contatto più volte con l’utenza mobile in uso a La Pietra. Contatti - scrive il gip - “ragionevolmente finalizzati, anche per le peculiarità degli orari, ad avvisare il complice del viaggio”. 
Alle 5 La Pietra chiama due volte il complice, senza ottenere risposta. La cella agganciata è compatibile con quella dell’appartamento dove abita a Roma Est. Bacci richiama cinque minuti dopo e la conversazione dura 56 secondi. Alle 5.24 un’altra telefonata di 2 secondi tra Bacci e La Pietra. Alle 6.40 Bacci si connette alla rete dati per 9 minuti per poi spegnere il cellulare. La Pietra dopo l’ultima chiamata con il complice fa solo traffico dati fino alle 10 quando viene richiamato da Bacci che, secondo gli investigatori, era appena tornato dal sopralluogo.

 

 

Il 7 agosto, giorno dell’agguato, La Pietra chiama il complice alle 4.57 e stanno al telefono 19 secondi. Alle 5.12 nuova telefonata tra i due di 13 secondi. In questo momento, secondo la ricostruzione degli inquirenti Bacci carica nella sua Smart il complice. Poi i due cellulari vengono spenti fino all’ora di pranzo. Bacci interrompe “l’isolamento” solo alle 6.20 per chiamare un pregiudicato romano che non risponde.

“Il 7 agosto - scrive il gip nell’ordinanza - entrambe le utenze in uso agli indagati risultano spente durante il viaggio intrapreso da Roma a Soriano nel Cimino e viceversa, evidentemente allo scopo di sottrarsi ad eventuali indagini”.
Nell’ordinanza si sottolinea anche l’anomalia degli orari delle chiamate rispetto alle abitudini dei due arrestati: “I tabulati acquisiti hanno consentito di verificare che nell’arco di due anni si registrano tra le 4 e le 4 del mattino trelefonate tra Tonino Bacci e Lucio La Pietra sono nelle giornate del 4, 6 e 7 agosto, due delle quali, si ribadisce, proprio in concomitanza con il sopralluogo operato il 4 agosto 2022 dal Bacci e poi il 7 agosto con l’omicidio di Salvatore Bramucci”.