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Viterbo, bambina maltrattata in casa. Condannati i genitori

Valeria Terranova
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Condannata coppia di genitori per maltrattamenti aggravati ai danni della figlioletta. Ier, 15 settembre,il verdetto emesso dal giudice Elisabetta Massini ha condannato il padre della piccola a 2 anni e 8 mesi e la madre a 2 anni, concedendo soltanto alla donna la sospensione della pena per 5 anni. Il magistrato ha disposto inoltre un risarcimento di 5 mila euro in favore della parte civile, Alessandro Romoli, quale tutore della minore. I fatti che si consumarono a Bassano in Teverina risalgono all’11 agosto del 2016 quando la bimba fu ricoverata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.

 

La situazione insospettì i medici che la ebbero in cura e i genitori finirono nell’occhio del ciclone e le indagini culminarono nel processo che li ha visti imputati del reato di maltrattamenti in famiglia, aggravati dalla minore età della vittima. Del caso si interessò anche il Tribunale per i Minorenni di Roma che intervenne nel 2019 con un provvedimento. I tempi processuali tuttavia si dilatarono facendo slittare l’udienza di ammissione delle prove all’autunno 2021, in quanto nel frattempo fu disposta una perizia psichiatrica sulla coppia che fu affidata al dottor Alessandro Pinnavaia, medico legale, il quale verificò se i due fossero capaci di intendere e di volere. Per l’esperto non c’era alcuna lacuna e che entrambi fossero effettivamente in grado di intendere e di volere, conclusione che diede il via al processo a carico dei due imputati. In occasione della deposizione il professionista fece riferimento alla perizia commissionata dal Tribunale dei minori.

 

Il perito spiegò inoltre che al contrario secondo i medici della Asl di Viterbo, i quali seguivano i genitori per un percorso specifico, non sussistessero emergenze di carattere psichico e che si trattasse di una coppia con difficoltà nella gestione della figlia e che conducevano una vita all’insegna della normalità sotto la supervisione della stessa Asl, ribadendo la propria posizione rispetto alle facoltà psichiche dei due genitori.