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Viterbo, idraulici massacrati per aver suonato il clacson. I tre operai si difendono

V. T.
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Coppia di idraulici aggrediti per aver suonato il clacson dopo una manovra azzardata compiuta dall’autista di un furgone rosso. Si sono difesi respingendo gli addebiti due dei tre operai rocciatori, membri di una squadra che in quel periodo stava lavorando su una frana avvenuta a Castel Sant’Elia. I tre imputati il 13 gennaio del 2021 si avventarono sui due artigiani, cugini tra loro. I due coimputati, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, hanno riferito di non aver aggredito le due vittime, di essere stati presi a parolacce dai due impiantisti e di non avere idea di come sia finita nel cassone del loro veicolo la cassetta degli attrezzi e un trapano di proprietà dei due idraulici.

 

“Io e mio cugino, che era alla guida del nostro Fiat Doblò, stavamo percorrendo la strada provinciale Civita Castellana-Castel Sant’Elia quando davanti a noi un camioncino Iveco rosso iniziò a zigzagare per poi girare a destra improvvisamente senza mettere la freccia – ha raccontato a marzo scorso una delle due parti offese-. Così mio cugino suonò il clacson. Quando arrivammo di fronte all’abitazione del nostro cliente, presso la quale dovevamo eseguire un intervento su una caldaia, notammo dietro di noi il furgone rosso dal quale scesero tre uomini. In due si avvicinarono a me e io aprì lo sportello ma lo richiusi immediatamente in quanto iniziarono ad aggredirmi. A mio cugino invece si accostò il terzo uomo che cercava di chiarire la situazione. Spaccarono anche il vetro dello sportello del lato guida e ci rubarono un trapano e la cassetta degli attrezzi. Non conoscevo queste persone ma mi sembrarono ubriache”.

 

Si tornerà in aula il 17 gennaio 2023.