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Viterbo, rischio razionamento acqua. Allarme di Ricci (Pd) in Consiglio: "Talete non ce la fa a pagare le bollette"

Mattia Ugolini
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“Talete rischia di fermare gli impianti e razionare l’acqua”, questo il grido d’allarme lanciato da Alvaro Ricci ieri, 15 settembre, in Consiglio comunale. L’assise, riunitasi per approvare la modifica al regolamento dei consigli di territorio, ha prima visto il dem fare da protagonista. Ricci, di fronte ai colleghi, ha letto la lettera inviata da Talete a tutti i comuni soci, agitando lo spettro del razionamento idrico: “La situazione è drammatica. Per via dei rincari energetici, i costi sono aumentati di quasi cinque volte, passando dai 6 milioni dell’anno scorso a 23 milioni, con possibilità di arrivare a 32”.

 

Per ridurre questi costi esorbitanti ed insostenibili per la società, già in crisi nera da prima del Covid, l’estrema ratio paventata dal piddino è da brividi: “La Spa potrebbe prendere in considerazione l’idea di fermare gli impianti di depurazione e potabilizzazione, ci ritroveremmo dunque con l’acqua razionata e non potabile, con rischio inquinamento”. In virtù di tutto questo, Ricci chiede la convocazione di un Consiglio straordinario: “I cittadini vanno informati, devono sapere qual è la strategia del Comune”. Poi l’avvertimento: “Se Talete affonda, tutti i comuni soci la seguiranno”.

 

Ma Chiara Frontini ha voluto minimizzare l’intervento del consigliere d’opposizione: “L’aumento dei costi energetici è un’emergenza nazionale, il nostro compito però è quello di non creare allarmismi. Parlare di acqua razionata mi sembra uno scenario apocalittico”. 

 

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 15 SETTEMBRE (Edicola digitale)