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Viterbo, gatti in salvo nel rifugio di Torre Alfina. La volontaria: "Per ora ce ne sono 45"

Alessandro Quami
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“Qui a Torre Alfina, con non pochi sacrifici, ho iniziato la missione di aiutare i gatti che si trovano in difficoltà”. Inizia così, Irene Leandri, a raccontare come ha dato vita a un’oasi-rifugio per gatti nella frazione di Acquapendente. 

 


 

“Nel 2018 con il Comune e la collaborazione di Enpa, si è iniziata una campagna di sterilizzazione – spiega la donna -: c’era un sovraffollamento di gatti, causato dai soliti privati che non sterilizzano. Ho iniziato l'incarico di responsabile e tutore delle varie colonie nel 2018. Il Comune mi aiuta con un contributo di 1.500 euro all’anno per il cibo; per cui posso spendere al massimo 120 euro al mese che poi verserà il Comune al negozio (io in mano non ho nulla)”. La volontaria sottolinea come il contributo comunale copra solamente i costi per dare da mangiare ai gatti: “Per le altre spese (antipulci, antivermi eccetera) la fonte di reddito sono le donazioni”. 

 

Parla della struttura che ospita gli animali: “Al momento sono censiti 45 gatti. Sempre dal Comune di Acquapendente mi sono fatta assegnare un pezzo di terreno in comodato d’uso gratuito per poter costruire un’oasi. Ottenuto il pezzo di terreno, nel 2020 in pieno lockdown, ho iniziato a pulire tutto e con l’aiuto di donazioni sono riuscita a costruire da sola queste strutture”. 

SERVIZIO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 15 SETTEMBRE (Edicola digitale)