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Politica Viterbo, l'assenza del Pd e i tormenti di Romoli

Alessandro Romoli  Presidente Provincia e Ato Nord

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Si è detto nei giorni scorsi del passaggio del gruppo Romoli da FI alla Lega, ovvero dell’appoggio, alle politiche, alla candidatura del senatore Fusco. Gli ultimi sondaggi pubblicati prima del silenzio elettorale potrebbero però rimettere tutto in discussione: oltre a Fusco, è infatti candidato in posizione ugualmente molto difficile (cioè con scarsissime possibilità di vittoria) anche Panunzi del Pd, il che vuol dire, per il presidente della Provincia, trovarsi tra l’incudine e il martello.

Dove il primo è idealmente rappresentato dal senatore leghista, col quale è stato stretto l’accordo nei giorni scorsi, e il secondo dal consigliere regionale dem, regista numero uno della sua nomina al vertice di Palazzo Gentili. In altri termini, Panunzi, avendo capito che difficilmente potrà trasferirsi dalla Pisana a Montecitorio, starebbe esercitando forti pressioni sul Pd romano per farsi concedere il nulla osta per il terzo mandato in Regione (non essendo previsto dallo statuto, serve una deroga), con la prospettiva di entrare in campagna elettorale già subito dopo le politiche. In siffatto scenario, Romoli non potrà fargli mancare il proprio sostegno, per cui il transito nella Lega rischia di essere rimesso in discussione con buona pace di chi, nel Carroccio, lo dava per fatto.

Non sfugge, in questa prospettiva che ruota tutta attorno al destino di Panunzi, l’assenza di quest’ultimo, fino a questo momento, dalla campagna elettorale del Pd in provincia di Viterbo, laddove, se è vero che lui è candidato a Roma, è pur vero che la sua discesa in campo sarebbe importante per un buon risultato, nella Tuscia, di Marianna Madia e Alessandro Mazzoli.

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 14 SETTEMBRE (Edicola digitale)