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Comune Viterbo, Gioiosi presidente Prima commissione. Seduta infuocata e scambio di accuse

Mattia Ugolini
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Seduta infuocata quella della I Commissione consiliare andata in scena ieri a Palazzo dei Priori. La riunione, convocata in mattinata per esprimere il presidente - carica vacante, insieme a quelle che riguardano le presidenze della III e della IV Commissione - ed apportare modifiche al regolamento dei consigli territoriali, ha fatto molto discutere l’opposizione. Come presidente, la maggioranza ha indicato il consigliere di Viterbo2020 Luigi Gioiosi, nominando come sua vice l’assessore Alessandra Croci.

Ma la bagarre è iniziata subito dopo, con la meloniana Laura Allegrini che ha accusato: “Qualcuno ha buttato i nostri documenti”. Accusa rivolta, molto probabilmente, al personale del Comune addetto alla pulizia della sala consiliare. Infatti, un inserviente avrebbe cestinato tutto ciò che si trovava sotto i banchi, compresi documenti e appunti. Un acceso scambio di battute con Letizia Chiatti e Paolo Moricoli, poi tutto è rientrato nella norma, con l’invito di Umberto Di Fusco: “Magari metteteli dentro le cartelline, sono sicuro che nessuno ve le toccherà”. Era solo l’antipasto di quello che si sarebbe visto poco più tardi, con Alvaro Ricci (Pd) e Andrea Micci (Lega) che si sono scagliati contro il neopresidente di commissione Gioiosi. Prima, però, si sono affrontate le modifiche al regolamento dei consigli di territorio, riunioni apposite per gli abitanti di San Martino, Bagnaia, Grotte Santo Stefano, Roccalvecce, Sant’Angelo e Fastello. Esclusa La Quercia, considerata parte del Comune capoluogo. “In base alle nuove disposizioni riguardanti il divieto di spese - ha detto Gioiosi - proponiamo di andare a modificare il comma 1 dell’articolo 3, prevedendo di individuare le sedi dell’assemblea in locali di proprietà dell’amministrazione centrale. Identica modifica al terzo comma, abrogato nella sua forma originaria”. La minoranza non si è trovata d’accordo, anche perché non sarebbe stato depositato presso le loro segreterie il dispositivo originale, successivamente prodotto e consegnato nuovamente. “Usare un locale comunale è comunque una spesa”, ha detto Ricci. Micci lo ha seguito: “Le utenze a carico di chi sarebbero? Mi aspettavo modifiche alle funzioni del consiglio territoriale, che sono ancora limitatissime. Così, non servono a niente”. Delle Monache ha aggiunto: “Credo che risolvere la mancanza dei servizi presso le frazioni sia prioritario rispetto a quanto da voi proposto”.

A quel punto, Goiosi ha scoperto le carte: “L’obiettivo è quello di rendere partecipe i cittadini delle frazioni dell’attività dell’amministrazione centrale. Per noi, far utilizzare per queste assemblee dei locali comunali non è un costo perché le spese vanno in aggiunta e i costi li abbiamo abbattuti o assegnando funzioni ai dirigenti o rendendole gratuite”. Ma il presidente, ad un certo punto, ha confuso costi e spese, beccandosi la ramanzina di Ricci. “Noi potremmo anche decidere di metterci sopra dei soldi - ha dichiarato a quel punto Chiara Frontini - come esistono consulte per cui l’ente spende, anche i consigli dei territori rientrano nell’ambito statuario degli organi di partecipazione. La questione costi-spese l’abbiamo superata individuandola con una forma che ci impegna a sostenere i costi legati alle sedi, alle luci e alle utenze prevedendo, ipoteticamente, anche capitoli di spesa qualora dovessero presentarsi necessità”. Morale della favola: modifiche approvate, con annesse modalità di voto. Per i consigli territoriali si voterà a suffragio universale con il proporzionale per 5 componenti. C’è di buono, per Chiara Frontini, che adesso anche gli ultimi nodi cominciano a venire al pettine. Ora le commissioni mancanti sono la III (convocata per domattina) e la IV, avvolta da un vero e proprio giallo, che dovrà essere risolto entro la fine della settimana.