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Scuola Viterbo, prima campanella per molti studenti

Massimiliano Conti
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Prima campanella ieri mattina per una buona fetta dei circa 40 mila studenti viterbesi. Non tutti: solo quelli degli istituti che lo scorso anno avevano deliberato il rientro anticipato rispetto alla data di inizio ufficiale dell’anno scolastico nel Lazio, che è fissata per giovedì 15 settembre. Un avvio di anno scolastico con le solite difficoltà, legate ai problemi di sicurezza ma anche agli organici. Circa il 35% delle cattedre è ancora scoperta, secondo i numeri forniti dalla segretaria provinciale della Uil Scuola Silvia Somigli. Così come è sguarnito ancora il grosso delle segreterie, che, si sa, in questa fase di inizio ricoprono un ruolo fondamentale.

La principale novità di questo nuovo anno è il venir meno di alcuni degli obblighi che hanno contrassegnato, o meglio funestato, i due anni di pandemia passati. Dalle mascherine (che potranno essere ancora indossate dagli studenti e dal personale in condizioni di salute fragili) al distanziamento in classe. Sparisce - e come per le mascherine nessuno ne sentirà la mancanza (a parte forse qualche studente più lavativo) - la didattica a distanza, salvo recrudescenze del virus. Altra novità importante: non ci sarà più l’obbligo vaccinale per gli insegnanti e il personale Ata, autentica bestia nera lo scorso anno per gli irriducibili no vax della scuola.Non spariscono invece, come detto, i “buchi” di inizio anno, cioè i posti sia comuni che di sostegno ancora da assegnare: “Purtroppo - spiega Silvia Somigli - almeno un 35% delle cattedre è ancora scoperto. L’anno riparte con molte difficoltà, soprattutto per la scelleratezza dell’algoritmo che sta alla base delle assegnazioni dei posti. Gli errori sono moltissimi, spesso non è stato tenuto conto della continuità didattica, tant’è che ci sono già diversi ricorsi in atto. Per non parlare delle segreterie ridotte ai minimi termini”. Mancano anche i collaboratori scolastici. “Sempre perché quando c’è da risparmiare nessuno si fa scrupoli a colpire la scuola come la sanità - è sempre la segretaria della Uil a parlare - si è eliminato il personale Covid, che negli anni scorsi ha fornito un supporto essenziale agli istituti. Il venire meno di questi lavoratori aggiuntivi crea ai dirigenti problemi organizzativi e anche di sicurezza non da poco. Ricordiamoci che il Covid purtroppo non è scomparso: siamo solo passati da una fase di pandemia a una di endemia”.

Da parte sua, l’assessorato alla cultura e all’educazione del Comune di Viterbo, citando i versi del poeta Danilo Dolci, augura a tutti gli studenti un “felice avvio di anno scolastico”. “Noi amministratori siamo pronti a sostenere i vostri sogni - scrivono ai genitori l’assessore Alfonso Antoniozzi, la consigliera delegata Rosanna Giliberto, il dirigente Luigi Celestini e la responsabile organizzativa Elisabetta Natalini - perché sogniamo anche noi una città abitata da futuri cittadini migliori di noi: i vostri figli che, tra qualche anno, avranno un ruolo attivo nel mondo del lavoro e della partecipazione democratica. Vi invitiamo a fare di noi e della nostra azione amministrativa un perno per le vostre richieste di aiuto, di sostegno, di soddisfazione di tutte quelle esigenze formative per le quali ci dichiariamo pronti, sin da ora, a dare il nostro incondizionato apporto di impegno concreto, tangibile e valutabile”.