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Viterbo, Divino etrusco a Tarquinia. Protestano i negozianti: "Siamo stati esclusi"

Fabrizio Ercolani
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L’altra faccia del DiVino Etrusco: tante le attività commerciali chiuse nelle vie principali nonostante il grande afflusso di visitatori. In via Garibaldi aperta solo un’attività di ristorazione, in corso Vittorio Emanuele tante le serrande abbassate e molti i negozi con i cartelli affittasi e vendesi. Una situazione che inizia a far preoccupare e che suona come campanello di allarme per l’assessore al Commercio Luigi Serafini. La pandemia, le continue modifiche alla ztl e la mancanza dei parcheggi scoraggiano cittadini e villeggianti che preferiscono i grandi centri commerciali o gli acquisti on line rispetto al negozio locale.

“Ad esclusione delle attività di ristorazione, il DiVino Etrusco non è che porta chissà che alle altre attività – spiega il titolare di un negozio -. Io sto aperto per dare un servizio, ma capisco anche chi decide di non aprire per via delle spese che sono maggiori degli incassi”. In via Garibaldi anche alimentari, panificio e pasticceria chiusi. Una scelta, quella di non aprire, presa di comune accordo tra le attività. “Una volta, il Comune ci coinvolgeva nell’organizzazione - prosegue il negoziante -, noi partecipavamo con gli allestimenti e il 90% delle attività rimaneva aperto. Oggi invece non sappiamo nulla dell’evento, addirittura veniamo a conoscenza della Notte bianca e dei Saldi DiVini leggendo la brochure dell’evento. Purtroppo o per fortuna questi sono eventi in cui è necessaria una forte sinergia tra tutte le associazioni, mentre dobbiamo constatare come l’assessore al turismo opti per una gestione egocentrica dellè’evento, escludendo tutto il tessuto economico locale”.

C’è chi fa un paragone con le manifestazioni limitrofe: “Basterebbe prendere esempio da TolfArte, dove gli organizzatori coinvolgono tutte le realtà e ogni negozio resta aperto con orgoglio. O la stessa Notte bianca di Viterbo, dove il sindaco ha avuto un colloquio costante con i commercianti. Per non parlare della vicina toscana”. Di certo trovare un paese con gran parte dei negozi chiusi non passa inosservato: “Vengo da Volterra – ci spiega un visitatore - e devo dire che il DiVino è una bella manifestazione. Si nota però che c’è qualcosa che non va nei rapporti tra istituzione e commercio. Non è possibile che così tanti negozi siano chiusi”. Una situazione dunque che cozza con il centro commerciale naturale da realizzare nel centro storico, come da programma elettorale del sindaco Giulivi.