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Viterbo, elezioni politiche. Forza Italia rispolvera Arena per i listino

M. U.
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Politiche, per Forza Italia rispunta addirittura Giovanni Arena. Il grande mosaico è prossimo al completamento, con gli ultimi interrogativi che riguardano solo i listini proporzionali del centrodestra. Chi probabilmente non crede in una sua elezione, ma si è comunque reso disponibile è appunto Giovanni Arena, che ha già trasmesso alla segreteria di Forza Italia tutta la documentazione necessaria alla candidatura. L’ex sindaco di Viterbo, che alle ultime elezioni comunali ha deciso di appoggiare la dem Troncarelli, sarebbe stato contattato direttamente dai vertici forzisti, che gli avrebbero offerto una possibile candidatura nel proporzionale per il Senato. Possibile perché, in realtà, si vocifera che il coordinamento nazionale abbia pensato anche a Giulio Marini, attualmente disoccupato dopo il mancato ingresso a Palazzo dei Priori. Una sorta di ballottaggio tra due vecchi amici, insomma.

 

C’è poi FdI, che dovrebbe puntare sempre per il listino di Palazzo Madama su Luigi Buzzi, veterano della destra viterbese. Anche qui, tuttavia, si tratterebbe di una candidatura di servizio, anche se molto dipenderà dal risultato delle urne. Discorso diverso per il leghista Umberto Fusco, che ha serie possibilità di venir eletto: stando alle ultime notizie, sarà capolista del Carroccio al collegio proporzionale per la Camera di Viterbo.

 

In casa centrosinistra, invece, sembra essere rientrato l’allarme scaturito dalla mancata candidatura a Viterbo di Enrico Panunzi, totem assoluto ed incontrastato del Pd viterbese. Ieri mattina, ha fatto sapere di aver formalmente accettato l’inserimento del proprio nome nel collegio plurinominale della Camera di Roma 3 (quello comprendente i municipi che vanno dall’IX al XV, oltre a Pomezia e Fiumicino), dove è stato piazzato dietro a Claudio Mancini, deputato uscente, e Caterina Cerroni, segretaria dei Giovani Democratici. Il seggio di Panunzi - lasciato vacante dal dimissionario Francesco De Angelis, finito al centro di uno scandalo che vede protagonista il fratello Vladimiro ed il capo di Gabinetto di Gualtieri - scatterebbe solo dopo una serie di eventi che definire favorevoli sarebbe riduttivo. Tuttavia, il consigliere regionale ci crede e, dunque, ha deciso di salire in sella.