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Viterbo, elezioni politiche. Il terzo polo candida Luisa Ciambella

Mattia Ugolini
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Luisa Ciambella candidata con il terzo polo nel collegio uninominale di Viterbo. Secondo indiscrezioni, l’ufficializzazione della notizia avverrà nelle prossime ore tramite una conferenza stampa. 
Se ne parlava da giorni, e con molta insistenza da giovedì, ma la diretta interessata finora non ha rilasciato dichiarazioni, eppure sembra proprio che il passaggio sia ormai certo. La leader di Per il bene comune sfiderà dunque Mauro Rotelli di FdI e Linda Ferretti del Pd sotto le bandiere di Azione e Italia Viva, anche se - e questo dovrebbe essere reso noto entro mercoledì - sarà in quota Calenda. 

 

I rumors che davano Ciambella in procinto di entrare nella coalizione di Renzi e Calenda si erano intensificati l’8 agosto, quando, su Facebook, lei stessa aveva lodato pubblicamente il segretario di Azione dopo lo strappo con il Pd: “Il coraggio in politica è una dote che poche volte emerge come oggi ha fatto Carlo Calenda. Il coraggio di scegliere di stare dalla parte dei cittadini, cambiando strada rispetto a chi preferisce gli equilibrismi delle larghe alleanze, le strategie ai problemi delle persone. Un cammino sicuramente più faticoso, che conosciamo direttamente nella nostra esperienza al Comune di Viterbo. Un cammino Per il bene comune che oggi ritroviamo nelle sfumature di questa giornata politica. Oggi si apre una nuova strada che può riavvicinare tanti italiani e tanti amministratori che hanno a cuore il bene comune del nostro Paese. Un percorso a cui guardare con attenzione, sperando che il coraggio, la capacità, la chiarezza non si affievoliscano, ma crescano nella visione, nel coinvolgimento politico fondato sul merito e il servizio. Per governare serve vincere e risolvere i problemi dei tanti Italiani che non ce la fanno più”. 
Questo il messaggio da molti subito interpretato come un segnale di adesione al programma dell’alleanza centrista. Del resto, la consigliera comunale civica è di estrazione moderata e popolare, fattore che più volte l’ha portata in contrasto con il Pd locale, palesemente sbilanciato a sinistra. Ed ora, in seguito alla spaccatura conclamata nel febbraio scorso con quello che per diversi anni è stato il suo partito, per il quale ha ricoperto svariati incarichi, sembra aver trovato una nuova casa politica. Ben lontana - perlomeno questo si augura - da quell’autoreferenzialità che, a suo dire, sembra aver attanagliato i dem della Tuscia. 

 

Sarà da valutare quanto, in termini di voti, l’ex vicesindaco porterà in dote, benché il ricordo dell’impresa compiuta alle comunali, dove è riuscita con le sue due liste civiche messe in piedi in pochi mesi a sfiorare il 10%, piazzandosi davanti a partiti come Lega e Forza Italia, lascia bel sperare. E non è da sottovalutare nemmeno l’ipotesi reazione a catena: molti amministratori piddini, scontenti della gestione del partito, potrebbero decidere di emularla traslocando al centro, mettendo così in guai seri il centrosinistra. A proposito di Pd è di ieri, 20 agosto,  l’accettazione formale della candidatura, nel listino di Roma, da parte del consigliere regionale Enrico Panunzi. Dopo il passo indietro di Francesco De Angelis in seguito al caso Ruberti, è stato messo al posto numero tre dietro a Carlo Mancini e Caterina Cerroni, il che significa che entrerà solo se questi due saranno eletti nell’uninominale. Non si tratta dunque di una candidatura sicura: l’impresa è difficilissima, anche se in teoria fattibile.