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Viterbo, elezioni politiche. Giulio Marini: "In questi partiti non mi riconosco più"

Mattia Ugolini
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Già sindaco di Viterbo, presidente della Provincia, deputato e senatore. Oggi, in attesa di sapere se sarà candidato alle politiche o alle regionali, Giulio Marini ripercorre la sua carriera politica, sbocciata agli albori della Seconda Repubblica. “I partiti moderni non mi piacciono - dice -. Rimpiango, con senso di riconoscenza, le mie battaglie con Nando Gigli, perché mi hanno fatto crescere. Ho sempre fatto la politica di cui lui mi parlava, quella con la P maiuscola. Oggi questa P grande non la vedo, vedo molta insoddisfazione e, purtroppo, lontananza tra partiti ed elettori”. 
Una figura, quella di Gigli, che rievoca il periodo d’oro di FI a Viterbo: “Eravamo al 26/27%, i tesserati erano migliaia. I coordinamenti erano momenti unici, c’erano i gigliani ed i mariniani a contrapporsi, una corrente a mo’ di Dc ed una più aggressiva e battagliera”. Ricordi di un centrodestra che aveva nella Tuscia una delle sue roccaforti, ora il vento è cambiato e, per Marini, una spiegazione sul crollo dei consensi c’è: “A cavallo tra gli anni Novanta ed il Duemila c’era un modello vincente. C’era partecipazione, sia interna ai partiti che tra gli elettori. Ora, questa modernizzazione in stile grillino non sta portando gli elettori a votare, ma il contrario. Quando sono diventato sindaco nel 2008 ci fu l’87% di affluenza, al secondo turno il 69. Frontini è diventata sindaco col 67 al primo e nemmeno il 50 al secondo. Questo dato vale 10 mila elettori, il 20% in meno. Dobbiamo riflettere su questo”. 

INTERVISTA COMPLETA SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 20 AGOSTO  (EDICOLA DIGITALE)