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Viterbo, cinghiali. L'appello degli ex amministratori di centrodestra: "Servono provvedimenti drastici”

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B. M.
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Cattura e successivo trasporto nei boschi, oppure cattura e sterilizzazione? Due sistemi diversi per far fronte al problema dei cinghiali e limitare le loro scorribande in città, che ormai si verificano anche di giorno. Il primo sistema, ovvero cattura e trasporto nei boschi, era stato deciso dal commissario Antonella Scolamiero che, con un’apposita delibera, lo scorso giugno aveva dato incarico a una ditta specializzata di provvedere alla cattura degli animali e al loro successivo trasferimento in aree più consone. La nuova amministrazione comunale, però, non ha ritenuto utile tale sistema, considerato che ha invece deciso di procedere con la sterilizzazione. Un sistema di allontanamento dal centro urbano che alcuni ex amministratori comunali: Paolo Barbieri, Raffaello Federighi, Vittorio Galati, Domenico Gorziglia, Alessia Mancini, Carlo Marcoaldi e Ludovica Salcini, bocciano, ritenendo si tratti solo di una decisione figlia di un “generico ambientalismo”. 

 

Inoltre, sostengono gli ex amministratori in una nota, “tale decisione, peraltro già sperimentata in altri territori, è inapplicabile, inefficace e inutilmente costosa, come sostenuto da autorevoli esperti nella materia in una comprensibile pubblicistica. Si tratta di ulteriori perdite di tempo e elucubrazioni fantasiose che certamente non contrastano in maniera logica un fenomeno che preoccupa le persone, provoca gravi danni e non è immune da concreti rischi. Occorre avere il coraggio di assumere anche decisioni apparentemente impopolari, poiché il generico ambientalismo non può essere l’alibi per continuare a tollerare uno squilibrio faunistico, grave ed evidente. Invero, una soluzione efficace del problema esiste ed era già stata concertata e deliberata al fine di contrastare realmente la massiccia presenza di ungulati sul territorio. Ovviamente abbiamo tutti a cuore gli animali e i concetti di sano animalismo, ma più ancora l’incolumità delle persone, il decoro urbano e la salvaguardia dei raccolti agricoli, interessi primari messi ogni giorno a rischio dallo squilibrio faunistico in essere”.

 

 

“La soluzione - evidenziano gli ex amministratori - impone una concertazione tra Regione, Provincia e Comune, adottando le procedure suggerite da associazioni di categoria e tecnici competenti, il tutto con la necessaria sollecitudine, Santa Rosa permettendo”. A loro avviso, dunque, il sistema messo a punto dal commissario è da preferire perché i cinghiali catturati sarebbero stati immediatamente allontanati dalla città. Con la sterilizzazione, al contrario, i tempi si allungano, costringendo le persone a convivere con gli animali.