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Viterbo, furti. Ladri in azione con la chiave bulgara capace di aprire gran parte delle serrature

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Mattia Ugolini
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I furti in casa, in questi mesi estivi, sono aumentati in tutt’Italia. Viterbo non fa eccezione. Per questo motivo, chi non è partito prima di ferragosto e si accinge a farlo ora, prepara tutte le contromisure necessarie a far desistere i ladri dall’entrare nella propria abitazione durante le vacanze. Purtroppo, a dispetto di ogni precauzione, molto spesso i malviventi riescono comunque ad avere la meglio, eludendo sistemi di sicurezza più o meno elaborati ed anche neutralizzando eventuali cani da guardia. Qualcuno, come dimostrato da alcuni video di sorveglianza, riesce pure ad entrare dalle finestre delle palazzine, arrampicandosi.

 

 

Ma ora i topi d’appartamento prediligono un nuovo metodo per introdursi in casa della sciagurata vittima e fare razzia di ogni oggetto di valore, uno stratagemma sicuro - quasi infallibile (sic!) - e che richiede pochi sforzi. Stiamo parlando della “chiave bulgara”, un particolare grimaldello dotato di denti mobili (parte morbida) e un tensore, che consente al malintenzionato di mappare la serratura della casa adocchiata e dunque riprodurne la chiave originale. Il tutto senza smontare il chiavistello e, soprattutto, senza destare sospetti. Un fenomeno, quello della cosiddetta chiave bulgara (nome attribuito dagli addetti ai lavori, in quanto si pensa che l’arnese sia stato messo sul mercato dopo essere stato prodotto nell’est Europa, addirittura qualcuno sostiene che venisse usata dal KGB) molto diffuso nella Tuscia, stando alle segnalazioni pervenute alle autorità. “Avere contezza di quanti siano i casi di furto con questa modalità è ad oggi impossibile”, fanno sapere dalla Questura. Ma qualche evento sarebbe già stato individuato con certezza nelle zone di Santa Barbara, Ellera, Carmine e Cappuccini. La prassi è tanto semplice quanto diabolica: il ladro inserisce la chiave bulgara all’interno della serratura mettendone in tensione il carrello grazie al tensore, esattamente come fa la chiave originale, successivamente introduce la parte morbida ed inizia a “palpeggiare”. Così, i denti mobili assumono la posizione corrispondente a quelli della chiave originale. Spesso, il profilo ottenuto è a metà, dunque o si ripete la procedura una seconda volta oppure si utilizza un tornio per ricostruire anche l’altra metà. Una volta compiuto il tutto, il ladro potrà entrare in casa aprendo la porta, saccheggiare ed uscire richiudendo la porta a chiave, come se nulla fosse successo. A riguardo, su internet sono reperibili anche diversi “tutorial”, mentre lo strumento può essere addirittura acquistato su Amazon alla modica cifra di 13 euro. 

 

Mauro Semonella, blogger esperto di infissi e porte blindate, spiega che il metodo bulgaro è funzionante solo con le serrature a doppia mandata, ironia della sorte le più diffuse in Italia: “Quelle di prima generazione, azionate dalle chiavi a stelo lungo. Per giunta, non avendo subito tecnicamente un’effrazione, le porte e i serramenti sono intatti e le vittime dei furti non vengono risarcite dalle società assicuratrici”. Oltre il danno, la beffa. Ma come difendersi? “La soluzione più efficace è la serratura a cilindro europeo, che non consente di mappare o di introdurre strumenti finalizzati allo scasso e complica la duplicazione delle chiavi, essendo ottenibile solo tramite centri specializzati”.