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Viterbo, 40 mila euro per le feste nelle frazioni

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Quarantamila euro per le feste patronali nelle frazioni. L’atto di indirizzo è stato approvato dalla giunta comunale a inizio mese e prevede appunto una serie di contributi per delle manifestazioni considerate di rilievo storico e tradizionale. Si tratta di manifestazioni - si legge nella delibera - che si svolgono nelle frazioni del capoluogo e in località La Quercia. Feste patronali che da molti anni hanno assunto un “rilievo, etnografico, culturale” e che attirano “visitato sia dalla città che dalla provincia”. Le manifestazioni per le quali Palazzo dei Priori ha previsto dei contributi sono otto. Si inizia il 15 agosto con la festa della Santissima Assunta a vallebona per la quale è stato previsto un contributo di 1.500 euro.

Poi il giorno successivo ci saranno le celebrazioni per San Rocco a Montecalvello (1.500 euro il budget previsto dal Comune). Sempre a San Rocco è dedicata la festa che si svolge a Bagnaia dal 16 al 20 agosto e per la quale il Comune ha previsto 8.000 euro. Dal 2 all’8 settembre è in programma la festa in onore di San Venerando a Grotte Santo Stefano per la quale da Palazzo dei priori hanno previsto un contributo pari a 13.000 euro. Si proseguirà poi dal 6 all’8 settembre a Roccalvecce con la manifestazione che celebra la Madonna del Nespolo a Roccalvecce con un aiuto del Comune agli organizzatori di 2.500 euro. Palazzo dei Priori ha poi previsto 4.000 euro per il Patto d’Amore a La Quercia in programma il 20 settembre.

Chiuderà il calendario delle feste patronali nelle frazioni quella per San Martino insieme alla sagra della Castagna che si svolgerà appunto a San Martino al Cimino dal 12 al 20 ottobre. Il contributo del Comune per l’evento sarà di 8.000 euro. Dunque alla fine Palazzo dei Priori ha previsto in totale 40.500 di aiuti agli organizzatori delle feste che, stando all’atto di indirizzo approvato dalla giunta devono presentare comunque documentazione in fase di autorizzazione e, per accedere ai contributi stimati, dovranno presentare un consuntivo agli uffici comunali.