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Viterbo, Bagnaccio chiuso. Nove dipendenti verso il licenziamento

Alessio De Parri
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I nove dipendenti del Bagnaccio, chiuso dal 23 giugno, hanno chiesto ai proprietari di essere licenziati. La novità è emersa nel corso dell’incontro tra i lavoratori e la sindaca Chiara Frontini che si è svolto lunedì 8 agosto a Palazzo dei Priori. “Frontini ha accolto il mio appello - si legge nel comunicato diffuso da Stefano Spolverini, rappresentante dei dipendenti del Bagnaccio - e ci ha incontrati nel suo studio. Il colloquio è stato molto lungo, circa un paio d’ore, durante le quali la prima cittadina ha illustrato tutte le opzioni in campo per risolvere quanto prima il problema della riapertura del parco, dimostrando tutta la sua disponibilità nei nostri confronti e ribadendo al tempo stesso l’impegno già pronunciato durante la seduta di insediamento della nuova giunta”.

L’amministrazione sta cercando in tutti i modi di accelerare i tempi, ma dopo la revoca della subconcessione mineraria stabilita nell’ordinanza dell’ex dirigente comunale al termalismo Eugenio Monaco, con la conseguente chiusura del pozzo, la strada è tutta in salita. Serve un nuovo bando, e soprattutto il coinvolgimento della Regione, Ente che concede la concessione mineraria a Palazzo dei Priori. “Noi dipendenti conosciamo in maniera molto approfondita tutte le problematiche del parco - prosegue il comunicato - e comprendiamo le difficoltà che sindaca, giunta e dirigenti si trovano ad affrontare nel risolvere definitivamente, nel pieno rispetto delle leggi e delle norme, una questione assai complessa e spinosa per restituire il Bagnaccio, primaria destinazione turistica della Tuscia, alla fruizione di soci, turisti e pellegrini della via Francigena, e al tempo stesso confermare l’impegno di Chiara Frontini nella salvaguardia dei nostri posti di lavoro”.

I lavoratori hanno beneficiato dell’aspettativa di un mese. Una volta terminata, però, come richiesto espressamente da loro, l’unica strada percorribile è quella del licenziamento: “La proprietà - sottolinea ancora Spolverini -, vista l’impossibilità di garantirci lo stipendio, non avendo più la possibilità di incassare i proventi dell’attività e visti i confronti preliminari con l’amministrazione, aveva trovato la soluzione temporanea dell’aspettativa di un mese. Le tempistiche, però, si sono allungate ulteriormente e quindi abbiamo espresso ai proprietari, in attesa della riapertura - che, ribadiamo, deve avvenire il più presto possibile -, il desiderio di procedere con il nostro licenziamento per poter usufruire in questo periodo di chiusura del sussidio di disoccupazione. Questa è la nostra decisione già comunicata ai proprietari - si conclude la nota dei dipendenti del Bagnaccio -. Nell’attesa che la nuova giunta faccia celermente i suoi passi restiamo fiduciosi nel buon risultato finale”.