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Viterbo, omicidio a Soriano. Carabinieri setacciano casa della vittima in cerca di una cassaforte e del movente

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Nuovo sopralluogo dei carabinieri nell’abitazione di Salvatore Bramucci, ucciso domenica scorsa a 50 metri da casa, nelle campagne di Soriano nel Cimino, freddato da quattro colpi di pistola mentre si trovava in auto. I militari sono alla ricerca della cassaforte, il nascondiglio dove probabilmente l’uomo teneva al sicuro non solo soldi, ma anche documenti. Carte che, se trovate e studiate, potrebbero dare una svolta alle indagini e indicare i mandanti e forse anche gli autori dell’omicidio.

Le indagini non tralasciano nulla, compresi i legami che l’uomo aveva a Roma, in modo particolare, a quanto risulta, a San Basilio, Tor Bella Monaca e alla Romanina. Fare chiarezza sulle sue attività potrebbe voler dire portare alla luce il movente dell’omicidio ma, almeno per quanto risulta al momento, le indagini e il nuovo sopralluogo hanno dato esito negativo. Tra le diverse ipotesi c’è anche quella secondo la quale Bramucci, una volta finito di scontare la pena, avesse deciso di smettere con questa vita e trasferirsi all’estero. Uscire una volta per tutte da questo giro, insomma.

Una scelta che forse non è piaciuta a qualcuno. Per dare una risposta alle tante domande ancora aperte, gli inquirenti sono dunque tornati a Soriano, nella casa che la vittima aveva trasformato in una sorta di quartier generale della sua attività. I militare, a quanto pare, avrebbero nuovamente parlato con la compagna di Bramucci. Intendono infatti capire se la donna fosse o meno a conoscenza delle attività della vittima e soprattutto delle sue amicizie. L’umo è stato ucciso, come detto, con quattro colpi di pistola, forse una calibro 38, sparati, sembra, da distanza ravvicinata. Su questo aspetto si potrà sapere qualcosa in più una volta consegnati i risultati dell’autopsia effettuata nei giorni scorsi dalla dottoressa Benedetta Baldari.