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Viterbo, scuole fondi per l'innovazione. La fetta maggiore all'omnicomprensivo di Orte

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Con 424 mila euro l’istituto omnicomprensivo di Orte diventerà la più ricca delle scuole viterbesi grazie ai fondi del Pnrr, nell’ambito del Piano scuola 4.0 varato dal ministero dell’Istruzione, che prevede, a livello nazionale, una torta da 2,1 miliardi complessivi da spartire tra 100 mila classi e laboratori innovativi. Parliamo delle next generation classrooms (clicca qui per la tabella) e dei next generation labs (clicca qui per la tabella).

 

L’istituto ortano, infatti, porta a casa la fetta più grossa degli otto milioni e mezzo destinati alla Tuscia, in virtù della sua “capienza”. 
Si tratta infatti di un omnicomprensivo, che comprende, cioè, entrambi i cicli d’istruzione, il primo (ovvero infanzia, primaria e media) e secondaria (le scuole superiori). Una vera e propria cittadella scolastica, quella di via del Campo sportivo. Ma nessun istituto della Tuscia resterà a bocca asciutta.
I fondi serviranno a realizzare ambienti innovativi di apprendimento all’interno delle classi e, soltanto per le scuole del secondo ciclo, anche laboratori per le professioni digitali del futuro. 

 

Dopo la fallimentare esperienza degli inutili banchi a rotelle voluti dall’ex ministra Lucia Azzolina - parcheggiati nella maggior parte dei casi negli sgabuzzini degli istituti quando non finiti addirittura in discarica nonostante i milioni spesi per la loro realizzazione e acquisto - la scuola italiana prova a fare il salto di qualità digitale e tecnologico grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Gli istituti scolastici si doteranno, come spiega la nota ministeriale, “di spazi di apprendimento flessibili e tecnologici per favorire la collaborazione e l’inclusione”, sperando che docenti sempre meno precari e magari pagati anche un po’ meglio sappiano riempire di contenuti questi spazi tanto “collaborativi”. 
D’altra parte, per fare il cooperative learning, la didattica laboratoriale, la didattica per scenari, la jigsaw o il circle time - se non sapete che roba è vivrete benissimo lo stesso - e tutta la fuffa metodologica rigorosamente “inclusiva” oggi di moda ci vogliono gli ambienti adeguati.
Tutto ciò, secondo le intenzioni e i progetti, è finalizzato a formare next generations non necessariamente istruite ma sufficientemente resilienti, of course.
“Si tratta di un intervento trasformativo (sic!, ndr) concreto della nostra scuola che stiamo realizzando nell’ambito del Pnrr - spiega il ministro  dell’Istruzione Patrizio Bianchi - il più grande di questo tipo mai realizzato, con risorse e tempi certi. Le ricerche educative ci dicono che gli ambienti influiscono sul processo di apprendimento e sulle metodologie della didattica. L’intervento mette al centro le studentesse e gli studenti, utilizzando la tecnologia come risorsa per l’innovazione e alleata dell’apprendimento”. 
In questi mesi - evidenzia ancora il responsabile del ministero dell’Istruzione - abbiamo investito molto sul digitale. Fra risorse Pnrr e altri fondi europei si tratta di 4,9 miliardi messi a disposizione per cablare aule, formare docenti, portare la banda ultra larga a scuola, sostenere la digitalizzazione di segreterie e pagamenti legati alle attività scolastiche, innovare gli spazi didattici. Un lavoro che deve andare avanti per garantire una scuola al passo con i tempi a studenti e famiglie”.